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Si allarga la platea dei comuni liguri riconosciuti all’interno della Legge della Montagna. Con l’intesa raggiunta giovedì a Roma in Conferenza Unificata, Regione Liguria ha ottenuto il rientro di 14 comuni in più rispetto alla precedente ipotesi. “Si passa così da 129 a 143”, aveva dichiarato ieri ai nostri microfoni l’assessore regionale alla Montagna Alessandro Piana. Tra questi figura anche Villa Faraldi, situato nell’entroterra del Golfo Dianese.

Riordino comuni montani

Un risultato – non senza anomalie – che segna un passo avanti rispetto alla prima bozza del decreto attuativo, circolata a dicembre, che aveva escluso numerosi territori. In quella fase, i criteri basati su altitudine e pendenza media avevano avuto un impatto particolarmente penalizzante. Nel confronto successivo, però, i parametri sono stati progressivamente ampliati, consentendo il rientro di diversi comuni inizialmente tagliati fuori.

Adesso, se i parametri e l’elenco che circola in queste ore saranno ufficializzati dal decreto del Ministro Calderoli, in provincia di Imperia saranno 42 i comuni classificati come montani. Tra questi rientra anche Villa Faraldi, esclusa nella prima versione del testo. Per questo motivo, la giunta aveva deciso di muoversi con urgenza, conferendo al sindaco il compito di intraprendere ogni iniziativa utile e approvando una nota istituzionale inviata alle massime autorità dello Stato e della Regione Liguria, con la richiesta di adottare un approccio multidimensionale e più aderente alla realtà dei piccoli comuni dell’entroterra.

Sull’argomento è intervenuto ai nostri microfoni il sindaco di Villa Faraldi, Stefano Damonte, che ha sottolineato la delicatezza della questione.

Le parole di Stefano Damonte

 “Dietro questa legge c’è una serie di interventi e di risorse fondamentali non solo per gli enti, ma per il territorio nel suo insieme: aziende, cittadini, politiche sociali, sostegno ai giovani. Rischiare di rimanere fuori significa essere esclusi da un sistema su cui invece si dovrebbe investire molto nei prossimi anni, per aiutare le piccole comunità rurali dell’entroterra“, ha esordito ai nostri microfoni il sindaco Stefano Damonte.

Con la Legge della Montagna, infatti, le aree marginali potranno accedere a bandi e finanziamenti dedicati, oltre a beneficiare di tutele su scuola, sanità e servizi essenziali, e di misure di sostegno alle imprese per contrastare lo spopolamento.

“Mi auguro che possiamo rientrare pienamente nella Norma – ha aggiunto Damonte – non solo per il nostro Comune, ma per tutti quei piccoli centri che, come noi, faticano a mantenere il territorio e a garantire la sopravvivenza delle comunità“.

Fiducioso? “Sì, sono fiducioso, anche per il lavoro svolto dall’assessore Alessandro Piana. Credo si possa arrivare a un buon risultato anche per gli altri Comuni rimasti esclusi“.

Criteri comuni montani

I nuovi criteri approvati in Conferenza Unificata prevedono che un Comune possa essere classificato come ‘terra alta’ se presenta almeno una delle seguenti caratteristiche:
– almeno il 20% del territorio oltre i 600 metri e il 25% con pendenza superiore al 20%;
altitudine media sopra i 350 metri e almeno il 5% del territorio con pendenza oltre il 20%;
altitudine massima superiore ai 1.200 metri;
altitudine media sopra i 300 metri per Comuni in province montane o confinanti con Stati esteri.

Restano alcune anomalie. Tra queste il fatto che non risultano più classificati come montani Comuni come Ranzo, Chiusavecchia, Pontedassio e Pompeiana, mentre entrano nella categoria per esempio Sanremo e Ventimiglia..

“È evidente che non siamo ancora pienamente soddisfatti – aveva dichiarato in merito l’assessore regionale Alessandro Piana –. Stiamo lavorando per predisporre soluzioni normative per i Comuni rimasti esclusi. Credo che entro quindici giorni il quadro complessivo sarà definito, con il numero finale dei Comuni che rientreranno nella norma”.

Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Damonte.