Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Comitato spontaneo del verde di Bordighera.

“La notizia che un numero imprecisato di pini che dalla fine del 1800 contribuiscono alla storia e identità di un luogo caro ai cittadini di Sanremo (la Madonna della Guardia) sia a rischio di abbattimento, ha stimolato un esposto ai Carabinieri Forestali e una forte reazione nella popolazione. Lo testimoniano le quasi 3000 condivisioni che l’allarme sulla pineta del Poggio ha ricevuto sui giornali online.

Finalmente anche qui come in tante altre città italiane e straniere, si sta affermando un movimento per difendere i grandi alberi sani dall’abbattimento. C’è una presa di coscienza che la biologia di questi organismi è l’antidoto naturale ai danni ambientali causati dall’uomo. Nelle parole del botanico e biologo francese Francis Hallè: “Ci vuole un albero per salvare le città ormai assediate dall’inquinamento, dal cemento, dal calore, dagli insetti, dal rumore. Un albero sembra una cosa da poco, una soluzione semplice, da fiaba, per gente un po’ ingenua e premoderna che non ama la tecnologia. Ma non esiste miglior tecnologia di un albero per intrappolare e trasformare veleni”.  Uno dei veleni è la CO2, il più importante dei gas serra responsabili del riscaldamento globale, che gli alberi trasformano in ossigeno per l’aria che respiriamo. E altri veleni sono le polveri sottili, le cui concentrazioni sono in diretta correlazione con la mortalità giornaliera per cause polmonari, cardiovascolari, e di ogni tipo (Liu C, New England Journal of Medicine, 2019).

Proprio i pini domestici (Pinus pinea) sono straordinarie macchine anti-inquinamento, molto più potenti di tante altre specie. Un Pinus pinea sequestra ogni giorno 560 volte più polveri sottili (PM10) di un salice o di una quercia, e ogni anno 64 volte più CO2 del salice o di un cipresso. Deriviamo queste informazioni dal Piano Regionale per la Qualità dell’Aria Ambiente della Regione Toscana (deliberazione 72/2018), che chiede ai Comuni di “privilegiare la messa a dimora di specifiche specie arboree che abbiano la capacità di assorbire inquinanti”. (Tra tali specie, la Jacaranda cosi popolare per le nuove piantumazioni a Bordighera non viene neppure menzionata).

E chi come noi ha pini belli, sani, magari storici, che oltre alla protezione dall’inquinamento regalano ombra, frescura, scudo dalle precipitazioni, vuole abbatterli? Le amministrazioni comunali tollerano male i pini perché le radici disturbano il selciato e gli aghi che cadono a terra devono essere spazzati. Ma ci sono nuove tecniche di salvaguardia delle radici dei pini domestici (ad esempio quelle messe a punto dal dottore forestale Luigi Strazzabosco) che permettono di farli coesistere con i progetti di rifacimento urbanistico. Basterebbe informarsi e voler agire in quella direzione.

Il nostro Comitato Spontaneo del Verde a Bordighera è nato, e sta crescendo, proprio in risposta al trattamento molto irrispettoso dell’Amministrazione Ingenito verso i pini. Più di 10 pini abbattuti in Arziglia senza la perizia di un agronomo, 6 abbattuti in Via Aldo Moro perché un cantiere del Comune ne aveva reciso le radici, e ora 7 rimanenti In Via Aldo Moro – belli e certificati in buona salute dall’agronomo – a rischio perché interferiscono con il progetto per i marciapiedi. Abbiamo chiesto che si cambiasse il progetto, senza per ora sviluppi positivi. Bordighera non ha ad oggi un Regolamento del Verde.

Dovremo lavorare tutti insieme per una nuova cultura del Verde Urbano. Dove alberi e vegetazione sono partners indispensabili nel migliorare la qualità della vita. Dove non sono visti come voci di bilancio su cui risparmiare, ma diventano oggetto di competenze multidisciplinari che si servono di scienza e tecnologia per farli vivere confortevolmente e moltiplicare i doni che ci offrono”.

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