Condensare in pochi minuti un’intero territorio con la sua storia e le sue peculiarità è impresa impossibile, così sfruttando i nostri archivi di Riviera Time abbiamo provato a fare un piccolo viaggio una piccola sintesi, ma molto ci sarebbe ancora da dire sulla Valle Argentina.

La Valle Argentina si estende per circa 40 km partendo dal monte Saccarello a 2205 mt e arrivando fino a Taggia.  

Partendo dal Saccarello, la vetta più alta della Liguria, troviamo la statua del redentore collocata nei primi del 900 e facente parte di una serie di statue bronzee posizionate sulle cime più alte delle regioni italiane.  

Già dal Saccarello ci troviamo nel terra Brigasca, sotto questa montagna si affacciano due paesi Verdeggia e Realdo, entrambi all’interno del comune di Triora. I due paesi fanno parte della terra Brigasca, la cui lingua è riconosciuta come minoranza linguistica dallo stato italiano a dimostrazione della sua unicità.

Questa zona vede al centro il Saccarello e comprende anche il territorio del comune francese di La Brigue e in Piemonte quello di Briga Alta.

Nella frazione di Realdo potete trovare la Ca’ dei Brigaschi museo multimediale che racconta questa affascinate cultura, mentre a Verdeggia un’altra casa, quella di Vitoriu che mostra come si viveva nell’alta valle. 

Discendendo arriviamo a Triora, considerato il paese delle streghe per via del famoso processo del 1587 che vide processate decine di donne e rimase impresso nella storia.

Un paese affascinante appeso sulla roccia da cui domina l’intera valle.

Nel paese troverete i musei sulla stregoneria e l’etnografia e un ambiente assolutamente misterioso e magico.  

Alle pendici del rilievo che sorregge Triora troviamo Molini di Triora. Il borgo si trova sull’Argentina un tempo sede dei granai che rifornivano la Repubblica di Genova e di vari mulini per la sua trasformazione.

Nel comune si sono sviluppate varie attività per il turismo outdoor: mountain bike, torrentismo. Qui si trova un’altra casa significativa, più patronale e signorile, Casa Balestra, appartenuta ad un vescovo e che mostra intatta la casa di un notabile del luogo.  

Vicino possiamo trovare un luogo particolare, Drego, luogo in passato della raccolta della lavanda e dove ancora oggi si continua in parte questo tradizione. Parlando di lavanda discendiamo a Carpasio, fino a pochi anni fa comune e che oggi si è unito a Montalto per creare una sola entità comunale di circa 510 abitanti. 

Carpasio è da molti conosciuto come il paese della lavanda, produzione un tempo principe della zona. Il primo riferimento all’abitato di Carpasio è del 1100, ma si narra che la sua storia inizi addirittura in periodo pre romanico.  

Accanto Montalto, un antico borgo romano, chiamato il paese romantico perché la leggenda vuole che il paese sia stato fondato da due famiglie sfuggite alla legge dello “ius primae noctis” contro il volere del feudatario.

La Loggia degli Sposi ricorda questa storia e molte coppie decidono si sposarsi civilmente proprio in questo luogo particolare. Le due famiglie si dice sfuggissero dal conte feudatario di Badalucco, chiamato anche il paese dipinto per i numerosi murales presenti.

Il paese si affaccia sul torrente Argentina in uno dei suoi spazi più ampi ed è sede di numerosi frantoi. L’olio è una risorsa importante del paese come di tutta la valle. Particolare è la sagra della stoccafisso alla baucogna, prodotto principe di questo luogo e che si svolge ogni settembre. Il 2020 avrebbe dovuto segnare l’anno del 50esimo anniversario della sagra, ma l’emergenza coronavirus ha fatto slittare i festeggiamenti al 2021.

Infine arriviamo alla porta della valle, Taggia, uno dei centri storici più grandi e meglio conservati della Liguria secondo solo a quello di Genova. Il suo lungo ponte romanico che supera il torrente è uno dei simboli, così come la Madonna del Canneto chiesa romanica dalla splendida struttura.

Il paese è un intrigo di carrugi medievali, palazzi nobiliari e luoghi religiosi che trasudano storia. Tra questi il Convento dei Domenicani un complesso importantissimo fulcro per secoli della cultura del Ponente e che conserva intatte importantissime opere d’arte a dimostrazione dell’importanza, non solo di Taggia, ma di tutta la valle nei secoli. 

Nel video il viaggio in valle dai nostri archivi.