Viaggio alla scoperta di Cosio d'Arroscia, tra antichi caruggi che profumano di storia

Caratteristico borgo di montagna dalle antiche origini romaniche, Cosio d’Arroscia – in dialetto Cuxe – è conosciuto oggi per la sua celebre “Festa delle Erbe e della Lavanda”, in programma ogni terzo fine settimana di luglio. Questa ricorrenza è nata dalla secolare consuetudine degli abitanti di Cosio che da tempo usano erbe spontanee in campo alimentare, medicinale, veterinario, rituale e pastorale.

Il paese, esposto al sole dalle prime luci del mattino fino al tramonto, ha un clima particolare che caratterizza l’estate con giornate fresche e mai afose, rendendolo meta privilegiata per fuggire dal caldo umido della costa, e l’inverno con temperature non particolarmente rigide data la vicinanza al Mar Ligure. Il comune è situato nell’alta valle del torrente Arroscia, a neanche venti chilometri dal confine con la Francia.

La sua storia affonda le radici nel passato: il territorio di Cosio d’Arroscia era infatti abitato fin da un’epoca preromana dai Liguri Ingauni, una popolazione dedita all’agricoltura e alla transumanza. Possedimento poi dei marchesi di Clavesana, che lo dotarono di un castello, distrutto nel XIII secolo, all’inizio del Cinquecento passò nell’orbita della repubblica marinara di Genova, di cui condivise le sorti.

Coinvolto nelle lotte che imperversarono nella zona, sul finire del 1700 fu assoggettato alla dominazione napoleonica, durante la quale venne aggregato all’impero francese. Annesso al regno sabaudo, all’indomani del congresso di Vienna, partecipò alle successive vicende del resto della regione.

È proprio qui che nel 1957, nella retrobottega di un bar, un gruppo di artisti e letterati fondò il movimento dell’Internazionale Situazionista.

Cosio d’Arroscia oggi si presenta come un borgo compatto, dominato dalla torre campanaria romanica al centro del paese ed è caratterizzato dalle stradine che si snodano tra le case, unite tra loro dai tipici archivolti.

Di grande pregio e interesse architettonico sono la seicentesca chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, e l’oratorio dell’Assunta, affiancato da un campanile del XIII secolo, in origine appartenente alla vecchia parrocchiale di San Pietro del Fossato. Nata a scopo difensivo, la torre fu mutata in campanile solo in seguito all’erezione dell’Oratorio: infatti, nonostante la forma gotica di oggi, nei piani sono ancora visibili infissi destinati all’uso di macchine balistiche.

Grazie al suo clima e alla ricchezza naturalistica del territorio, oggi Cosio è definito Borgo del Benessere.