[beevideoplayersingle adstype=”video-ads” videourl=”https://vimeo.com/201834274″ videoadsurl=”https://vimeo.com/224092271″ adsurl=”https://www.sialpieve.com/”]Una fitta rete criminale che dal nord Africa si estendeva fino a Ventimiglia e ancora oltre il confine, fino a Nizza.

Questo è quanto portato a galla dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano dopo due anni di indagini, pedinamenti, infiltrazioni e controlli alla frontiera, coordinati dalla Squadra Mobile di Cremona.

L’operazione di polizia, che ha visto coinvolti anche gli agenti della Squadra Mobile di Imperia e dalla Polizia di Frontiera di Ventimiglia, ha porta a 35 custodie cautelari per altrettanti trafficanti di esseri umani, nella giornata di venerdì scorso.

Tutto aveva inizio a Catania dove un membro della banda teneva i contatti con gli scafisti.

Da qui, i migranti venivano portati a Milano, centro operativo del gruppo criminale.

Dal capoluogo Lombardo si spostavano poi nella città di Ventimiglia dove, aspettando il momento giusto, i passeur locali li portavano oltre confine stipati nei bagagliai di auto o nel retro di furgoni.

Affidarsi ai passeur, sebbene pratica molto frequente, non è il solo modo per raggiungere la Francia. Un po’ per il rischio dei controlli effettuati dalle autorità sulle strade di confine, un po’ per la mancanza di soldi, sono migliaia i migranti che tentano di raggiungere Mentone camminando a bordo autostrada.

Un viaggio sfiorati da auto che superano i 100 km/h e che lo scorso anno è costato la vita a 3 giovani stranieri.

È questo il dramma che vivono i migranti bloccati nella città di confine da un trattato europeo che vieta la circolazione delle persone e obbliga i migranti a richiedere lo status di asilo politico nel primo Paese comunitario di arrivo.

L’Italia è rimasta sola con la Grecia ad affrontare un fenomeno inarrestabile e di cui l’Europa non vuole farsi carico, mettendo a rischio la vita di queste persone e alimentando gruppi criminali senza scrupoli.

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