A Ventimiglia si accende lo scontro politico. I consiglieri comunali Vera Nesci, Alessandro Leuzzi, Gabriele Sismondini, Cristina D’Andrea, Gaetano Antonio Scullino e Domenico Martinetto hanno presentato oggi una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al Turismo Serena Calcopietro, a seguito delle polemiche legate ad alcune sue dichiarazioni sui risultati del referendum sulla giustizia.
Nel documento, i firmatari attaccano duramente le esternazioni dell’assessore: “Recentemente, sul profilo social dell’assessora Serena Calcopietro, sono apparse dichiarazioni gravemente offensive nei confronti di milioni di cittadini italiani che hanno partecipato al referendum sulla giustizia, che sono stati definiti ‘un gruppo di retrogradi della vecchia scuola, idioti e spaventati’, con l’aggiunta della considerazione ‘ci meritiamo una magistratura di merda e magistrati di sinistra corrotti’”.
Secondo i consiglieri “tali dichiarazioni non solo hanno definito gli elettori con espressioni denigratorie ma hanno anche screditato il sistema giudiziario, e per tale motivo risultano incompatibili con il ruolo istituzionale ricoperto”, sottolineando inoltre come “tra i cittadini offesi vi sono anche 3.565 ventimigliesi che hanno espresso legittimamente il proprio voto a sostegno del ‘No’”.
Nella mozione si richiama poi il principio del rispetto democratico: “Il rispetto delle opinioni espresse democraticamente dai cittadini rappresenta un principio fondamentale dello Stato di diritto e deve essere garantito, in primo luogo, da chi ricopre incarichi pubblici”. E ancora: “Comportamenti e dichiarazioni di questo tipo ledono non solo la dignità dei cittadini, ma anche l’immagine e la credibilità della Città di Ventimiglia nel suo complesso”.
I firmatari evidenziano anche la risonanza mediatica del caso: “Il danno all’immagine è comprovato dalla diffusione della notizia su tutte le principali testate giornalistiche a diffusione nazionale e tale danno all’immagine della città è inaccettabile a prescindere dalle appartenenze politiche”.
Nel testo si sottolinea inoltre come l’episodio “non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in una serie di comportamenti già oggetto di polemica pubblica”, elementi che “evidenziano una reiterata inadeguatezza rispetto al ruolo istituzionale ricoperto”.
Da qui la richiesta di un intervento concreto: “Non sia sufficiente limitarsi a prendere atto delle scuse avanzate, ma sia necessario un atto politico chiaro, a tutela delle istituzioni tutte e della comunità cittadina”.
La mozione impegna quindi il sindaco “a ristabilire, attraverso atti concreti, il rispetto dovuto ai cittadini e il decoro delle istituzioni comunali” e “a valutare, ai sensi dell’art. 46, comma 4, del D.Lgs. 267/2000, la revoca dell’incarico all’assessora Serena Calcopietro, dandone motivata comunicazione al consiglio comunale”.
Il documento dovrà ora essere iscritto all’ordine del giorno del consiglio comunale, discusso in aula e sottoposto a votazione.








