Sono giunti alla frontiera di Ponte San Luigi,  scortati con modalità di massima sicurezza, i due italiani da anni ricercati in tutta Europa: il conte  Giuseppe de Capitani di Vimercate ed il pericoloso Alessandro Ruggiero (autore di numerose rapine a mano armata). Ad attenderli al valico stradale di Ponte San Luigi, con un dispositivo di sicurezza appositamente attivato per l’occasione, gli uomini della Polizia di Frontiera.

I super “latitanti” sono rispettivamente:

Il blasonato – Giuseppe De Capitani Di Vimercate (68 anni di Genova),  conte a pieno titolo, ricercato per scontare un cumulo pene di quasi 6 anni per aver truffato, spudoratamente, l’Unione europea, intascando contributi per miliardi (ai tempi della lira) con la Cee e milioni di euro con l’Unione europea. Il “conte” commerciava macchine agricole che non esistevano, aggirava il Fisco, fatturava con aziende-fantasma che apriva e chiudeva, partecipava a progetti europei, riceveva il denaro e nei fatti non investiva una moneta.

In una occasione sarebbe anche riuscito a ottenere un sostanzioso contributo, su presentazione di documenti che certificavano danni subiti in conseguenza degli eventi alluvionali in Piemonte nel 2000.

Le numerose indagini a suo carico hanno permesso agli investigatori di rintracciarlo  a Juan les Pins (Antibes), dove viveva serenamente, spostandosi nei posti più esclusivi della Costa Azzurra.

Ruggiero Alessandro, trentenne napoletano con un “curriculum” particolarmente consistente malgrado la giovane età. Già nell’ottobre del 2015 era stato arrestato per tentato omicidio durante una rapina a Napoli e successivamente scarcerato. Il  suo nome era legato alla “banda dei Rolex”, costituita da  cinque giovani amici che per un’intera stagione, durante l’estate del 2011,  avevano fatto i pendolari da Napoli a Milano Marittima dove, una volta giunti, noleggiavano mezzi con documenti contraffatti e, dopo aver individuato le loro vittime in facoltosi possessori di orologi preziosi, colpivano con celerità, facendo subito dopo rientro al sud.

Ruggiero e la sua banda operavano nelle maggiori città del centro e nord Italia sperando di non lasciare tracce. Tutto ha funzionato finché  un uomo, testimone dell’ennesima rapina,   è riuscito ad annotare la targa del veicolo sul quale erano fuggiti, consentendo agli inquirenti di avviare le indagini per risalire ai malviventi.

Nel 2016 l’ennesima custodia cautelare in carcere poi trasformata in arresti domiciliari dai quali era evaso per nascondersi in Francia. Proprio in occasione di questa evasione la Corte di Appello di Napoli aveva aggravato la pena riconfermando la custodia cautelare in carcere estendendo le ricerche in tutta Europa.

Entrambi saranno rinchiusi nel carcere di Sanremo.