curiosità - Vallecrosia al don bosco le misure restrittive non fermano la voglia di fare teatro

Il lockdown ha fermato tutte le attività aggregative e soprattutto per i più giovani questo è stato un periodo difficile per il distanziamento sociale.

Il teatro, come altre forme artistiche in cui il contatto è molto importante, risente in maniera decisa delle misure restrittive, ma questo non ha fermato i ragazzi del corso teatrale del centro giovanile Don Bosco di Vallecrosia e soprattutto il loro insegnante Davide Barella che si è reinventato il modo di fare teatro restando all’interno delle misure messe in campo.

“Abbiamo reinterpretato, anche in vista delle misure contro il contagio, tutte le regole che vi erano prima del lockdown sia dal punto di vista della disciplina che del comportamento,” spiega Davide Barella. “Abbiamo riattivato tutti i corsi che vi erano prima dell’emergenza con le nuove regole: manteniamo le distanze, utilizziamo la mascherina, gruppi di massimo 10 persone, lavoriamo all’aperto e con me ho un assistente maggiorenne a supporto”

In questo contesto a farne da discapito è soprattutto l’interazione fisica, uno dei cardini del teatro moderno come conferma Barella: “Siamo tornati alle origini del teatro, dove prevale la parola, ma stiamo lavorando sulla drammaturgia e sulla sua importanza, sul teatro del meta-covid, una rappresentazione che possa ironizzare su quelle situazioni che i ragazzi hanno vissuto in maniera traumatica, analizzandole serenamente e rimettendole in gioco.”

Le rappresentazioni avvengono come detto a distanza sfruttando un piccolo palco e diversi piani raccontando scene che abbiamo vissuto tutti noi; dalle chiacchere tra i balconi, ai controlli per l’autocertificazione, alle chiamate genitori-figli; esperienze di vita vissuta, tirate fuori dai ragazzi stessi.

“Avevamo tanta voglia di ricominciare dopo questi mesi chiusi in casa,” racconta Roberto Iannello assistente animatore e uno dei ragazzi coinvolti. “Abbiamo voluto mettere in pratica tutte le esperienze che abbiamo vissuto in questo periodo di lockdown, nel quale abbiamo continuato a sentirci, la nostra mente finalmente si è rimessa a creare.”

Nel video di Riviera Time le interviste a Davide Barella e Roberto Iannello.