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“Qualche giorno fa avevo denunciato il malessere di una comunità, di cittadini e commercianti che oramai da troppo tempo vivono nell’incertezza più assoluta – esordisce Mario Conio, sindaco di Taggia, commentando il periodo di pandemia che sta causando un grave malessere non solo fisico ma anche sociale.

Ecco allora l’idea di inviare al Presidente del Consiglio Mario Draghi una missiva: “Una missiva che con grande piacere è stata condivisa da molti altri colleghi, si uniscono a me tutti i sindaci della valle Argentina, di Santo Stefano al Mare e Riva Ligure; questa tematica va oltre le idee politiche o le simpatie personali”.

Bisogna cambiare passo, adottare misure che salvaguardino sia la salute pubblica che le attività economiche. Non si muore di solo Covid ma si può morire anche di inedia: da qui la richiesta non polemica di trovare nuove misure per superare lo schema delle chiusure, perché non ci sono attività da ritenersi “non indispensabili”. Tutte lo sono per chi le fa e per chi le vive”.

Un piccolo gesto importante che, come dice il sindaco, è l’azione di tante piccole gocce che possono spostare l’opinione e portare l’attenzione su questo problema.

I sindaci firmatari alla missiva sono: Mario Conio di Taggia, Mariano Bianchi di Montalto Carpasio, Ezio Conio vicesindaco di Pompeiana, Massimo Di Fazio di Triora, Valerio Ferrari di Terzorio, Giuseppe Galatà di Castellaro, Giorgio Giuffra di Riva Ligure, Matteo Orengo di Badalucco, Marcello Pallini di Santo Stefano al Mare e Manuela Sasso di Molini di Triora.

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