Una giornata a Verdeggia, abbracciati dai boschi e dalle montagne di confine

Alle pendici del Monte Saccarello, a circa 1100 metri sul livello del mare, sorge Verdeggia, ultimo centro abitato della Valle Argentina.

Il villaggio condivide con la vicina Realdo la preziosa nicchia della cultura brigasca. Storicamente appartenuto alla Repubblica di Genova, è sempre stato diviso da Realdo, nonostante le radici comuni e la lingua pressoché identica.

Le origini di Verdeggia sono da ricercarsi probabilmente nel secolo XVI, da una famiglia Lanteri originaria di Briga Marittima. Nel corso dei secoli, Verdeggia si è trasformata in un caratteristico villaggio la cui economia era basata principalmente sulla pastorizia e sull’agricoltura di sussistenza. Nel 1805 il centro abitato fu investito da una slavina di notevoli proporzioni che causò 16 vittime e indusse i Verdeggesi a ricostruire le case più a valle, in posizione più sicura.

Le montagne sopra il paese, nei dintorni del Saccarello, furono, durante il periodo napoleonico, teatro di guerre sanguinose fra le truppe francesi e piemontesi.

All’interno del paese è possibile visitare su appuntamento la “Ca’ de Vitoriu”, una vera capsula del tempo, che si distingue dagli altri musei etnografici della zona in quanto concentrata sulla vita personale del signor Vittorio Lanteri, che fino all’ultimo ha saputo mantenere uno stile di vita genuino e fedele alle tradizioni della zona. Ne è testimone la custode del museo, la signora Carla Beghello.

Importante punto di ritrovo è il forno del paese, tutt’ora attivo, e la splendida chiesa seicentesca della Madonna del Carmine, con il suo particolare campanile triangolare, unico in tutta la Valle.

Non sorprende quindi il fatto quanto Verdeggia sia meta estiva gettonata, con numerose attività all’aperto e splendidi sentieri boschivi, ricca del fascino dei luoghi di confine e per chi ama la natura.