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Teatro Ariston ancora blindatissimo a tre giorni dalla fine del Festival. Inutile tentare di entrare pur sottoponendosi agli ormai soliti passaggi anti contagio: igienizzarsi le mani, indossare la mascherina ed essere non febbricitante non basta per dare un’occhiata a quella platea sempre vuota e a quel che resta dell’imponente scenografia.

Non basta perché le maestranze Rai stanno smontando tutto quello che è servito per proporre uno show spettacolare ad oltre dieci milioni di italiani e se non si ha un tampone negativo non più vecchio delle canoniche 72 ore l’ingresso è assolutamente off-limits. Resta comunque vietato fare immagini da dentro l’Ariston, chi ha affittato il teatro ha un contratto ancora in vigore e può dettare le regole che appunto non consentono riprese televisive se non della stessa Rai.

Davanti alla vetrata di ingresso incontriamo Chiara Magliocchetti, figlia di Carla Vacchino e nipote di Walter Vacchino, che da diversi anni ricopre un ruolo all’interno del gruppo proprietario dell’Ariston.

“I numeri di questo Festival li hanno decisi i giovani perché gli ‘ascolti’ sui social e in streaming sono aumentati addirittura del 120% rispetto al passato. E’ un chiaro segnale di svecchiamento del pubblico, l’età media si è molto abbassata e facendo una somma tra l’audience televisiva e quello sul web si ottiene una sorta di pareggio con i dati dell’anno scorso” dice Chiara.

“Anche se le prime serate hanno fatto registrare una flessione – prosegue – quando si parla di undici milioni di telespettatori il risultato c’è a prescindere. Il risultato finale è abbondantemente positivo”.

“Lo è stato anche sotto il punto di vista sanitario – conferma Chiara – sono stati eseguiti diverse migliaia di tamponi con alcuni positivi che si sono poi dimostrati ‘falsi positivi’. I controlli hanno funzionato benissimo e tutti hanno rispettato le regole imposte dal protocollo, e chi ha lavorato ha dimostrato di avere una gran voglia di farlo non lamentandosi mai delle regole imposte”.

“Anche i nostri dipendenti erano entusiasti di essere impegnati in questa situazione così particolare. Le maestranze della Rai nell’ultimo periodo hanno lavorato, poco, ma qualcosa hanno fatto. Noi invece siamo fermi praticamente da un anno a parte un brevissimo periodo e quindi io li ho visti felici di poter lavorare per il Festival”.

“E’ stato impressionante vedere platea e galleria completamente vuoti mentre lo spettacolo si svolgeva, tutto così diverso dal solito quando non solo la sala era piena di gente ma anche il bar, le scalinate, i corridoi, tutta quella massa di persone che invadeva ogni angolo dell’Ariston. E’ stata davvero una strana sensazione, soprattutto alla sera con la diretta tv, questo deserto e il silenzio conseguente”.

“Confermo che c’è stata una massiccia presenza di forze dell’ordine, che i controlli sono stati severi, rigorosi ma sempre molto educati e non invasivi, ma alla sera in giro non c’era proprio nessuno. L’esterno rispecchiava esattamente l’interno del teatro, praticamente tutti hanno rispettato le regole imposte”.

Chiara Magliocchetti conclude con una speranza: “Aspettiamo con fiducia la fine del mese quando dal 27 marzo dovrebbero riaprire, a certe condizioni, teatri e cinema. Speriamo solo che il Dpcm non cambi ancora, che ci siano in uscita dei film di grande livello che possano invitare il pubblico a tornare al cinema”.

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