Il Tribunale di Imperia ha sospeso il decreto con cui il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro aveva revocato Domenico Martinetto dall’incarico di componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Ernesto Chiappori Onlus.
L’ordinanza, firmata dal giudice Andrea Canciani il 19 febbraio 2026, accoglie il ricorso d’urgenza presentato da Martinetto contro il provvedimento sindacale del 26 novembre 2025. In una precedente fase il Tribunale aveva già disposto la sospensione in via provvisoria; ora la decisione è stata confermata nel contraddittorio tra le parti.
Respinte le eccezioni preliminari sollevate dal Comune, che aveva contestato la giurisdizione del giudice ordinario e la propria legittimazione passiva. Secondo il Tribunale, la posizione di Martinetto è di diritto privato e non rientra nell’ambito della giurisdizione amministrativa. La revoca, pur formalmente adottata con decreto sindacale, è stata qualificata come atto di natura privatistica.
Nel merito, il giudice ha ritenuto che la Fondazione sia un ente di diritto privato, a seguito della privatizzazione avvenuta nel 2003 in applicazione del decreto legislativo 207/2001. Lo statuto prevede che uno dei tre membri del Cda sia nominato dal sindaco, ma tale nomina, secondo il Tribunale, non comporta un rapporto di rappresentanza del Comune all’interno dell’ente.
Esclusa quindi l’applicabilità dell’articolo 50, comma 8, del Testo unico degli enti locali, che consente al sindaco di nominare e revocare i rappresentanti dell’ente presso altri organismi. In assenza di un rapporto fiduciario e di rappresentanza, il potere di revoca non sarebbe configurabile. Il decreto è stato ritenuto, in via preliminare, privo di base giuridica e dunque nullo.
Il Tribunale ha inoltre ravvisato il “periculum in mora”, legato alla perdita dello status di amministratore e ai possibili riflessi sul funzionamento dell’ente, che opera in ambito sociale.
Con il dispositivo il giudice ha sospeso l’efficacia del decreto di revoca e disposto il reintegro di Martinetto nel Consiglio di amministrazione. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese legali, quantificate in 3.503 euro oltre accessori di legge. Le spese tra Martinetto e la Fondazione sono state compensate.
“Da un punto di vista legale abbiamo agito contro il decreto del sindaco che aveva revocato, dapprima in pubblica udienza e poi con un provvedimento protocollato, Nico Martinetto dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Chiappori. Lo abbiamo impugnato ritenendolo un atto illegittimo perché il sindaco, in buona sostanza, non avrebbe potuto e dovuto procedere con la revoca” dice l’avvocato Tiziana Pannetta “Tra le motivazioni del sindaco c’era la mancanza del rapporto fiduciario tra Nico Martinetto, in quanto consigliere comunale di opposizione, e il ruolo nel Consiglio di amministrazione. Il giudice, con un’ordinanza molto ben motivata, ha rilevato l’assoluta abnormità del provvedimento: oltre a non essere ancorato ad alcuna norma che attribuisca al sindaco il potere di revoca, si è trattato di un’illegittima intromissione nella vita dell’ente. Noi ci siamo opposti non tanto per la poltrona, ma per dimostrare che quello che avevamo sostenuto in Consiglio era corretto. Oggi ne abbiamo la conferma”.
“Dal punto di vista della Fondazione Chiappori sarò riammesso nel Consiglio di amministrazione fino alla naturale scadenza del 6 marzo.” dice Martinetto “Tutta questa faccenda si sarebbe potuta evitare dall’origine: avrei continuato il mio mandato e concluso i due mesi restanti senza spendere soldi della cittadinanza in tribunali e avvocati” dice Martinetto “Politicamente noi siamo in opposizione e continuiamo a fare un’opposizione il più costruttiva possibile, anche se mi vengono attribuiti appellativi come “terrorista mediatico”. Io spero che questo sia un punto da cui cambiare marcia, per rispetto della città e dei cittadini. Io sono consigliere comunale e ho la possibilità di difendermi in Consiglio, ma tanti cittadini questa possibilità non ce l’hanno. L’ho sempre detto: io sono la voce di chi non ha voce. La mia porta è sempre aperta, ascolto tutti e continuerò a farlo. Spero che mettiamo un punto fermo a questa vicenda. Non è stata una rivalsa nei confronti dell’amministrazione o del sindaco. Deve solo capire che non è al di sopra della legge. Quando già a luglio avevo depositato il pro veritate, dicendo che non ero incompatibile e che quello che facevo lo facevo gratis, senza spendere soldi dell’amministrazione, sono stato costretto alle dimissioni sempre per il buon nome della Fondazione. Il loro problema non era Nico Martinetto della Fondazione Chiappori: Nico Martinetto è consigliere comunale. Io devo fare opposizione costruttiva, ma opposizione. Questo sarà il mio ruolo fino alle prossime elezioni di Ventimiglia nel Cuore. Con il nostro gruppo, che è molto affiatato, le decisioni le prendiamo insieme attorno a un tavolo, magari anche davanti a una buona cena. Si deciderà del futuro di Ventimiglia nel Cuore e del lavoro fatto finora e di quello che sarà in futuro”.







