Tre cittadini imperiesi, due donne e un uomo, sarebbero tra i cinque italiani fermati in Cisgiordania, nei pressi del villaggio palestinese di Al Lubban al-Gharbiyye. I tre si trovavano accanto ad alcuni contadini palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. L’operazione avrebbe coinvolto anche altri attivisti stranieri.
La Farnesina ha confermato il fermo e ha attivato l’Ambasciata italiana a Tel Aviv e il Consolato generale a Gerusalemme per chiedere chiarimenti alle autoritĂ israeliane e ottenere il rilascio immediato dei connazionali. I cinque risultavano trattenuti in una stazione di polizia. Per ragioni di sicurezza, non sono stati diffusi i loro nomi.
Sulla vicenda Ăš intervenuto Vittorio Toesca, consigliere comunale e presidente di Sanremo CittĂ di Pace.
“Esprimo la mia piena solidarietĂ ai tre attivisti imperiesi fermati in Cisgiordania mentre si trovavano accanto ai contadini palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. Raccogliere le olive insieme ai palestinesi Ăš un atto di resistenza pacifica che ammiro profondamente. Mettere a rischio la propria vita per garantire un po’ di sussistenza alle popolazioni vessate ogni giorno, da decenni, sia dai coloni che dall’esercito israeliano, Ăš un’azione meritoria e coraggiosa. A loro vanno il mio pensiero e il mio sostegno. Auspico che venga fatta piena chiarezza sulle circostanze del fermo e che ai tre concittadini siano garantite tutte le tutele previste dal diritto, l’assistenza consolare e il rispetto dei loro diritti fondamentali. Mi unisco inoltre alla richiesta di un intervento tempestivo delle autoritĂ italiane affinchĂ© sia tutelata la loro sicurezza e sia favorito il loro immediato rilascio. Dalla Liguria alla Palestina, l’ulivo, pianta di pace per antonomasia, ci unisce, specialmente in questo periodo di raccolta, da una sponda all’altra del Mediterraneo. PerciĂČ Ăš ancora piĂč doloroso assistere a distanza a vicende come questa. Ai tre attivisti imperiesi va la mia vicinanza”, dichiara Toesca.













