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Tre giorni per definire il futuro di Casa Serena. È questo, in sostanza, ciò che è emerso dall’odierno vertice in Prefettura, durato oltre un’ora, che ha visto coinvolti il comune di Sanremo con il sindaco Alberto Biancheri e l’assessore Costanza Pireri, l’Asl 1 con il direttore sociosanitario Roberto Predonzani, i rappresentanti dei sindacati Uil, Cgil e Cisl e, ovviamente, la MyHome con il responsabile legale Rosario Maniscalco.

Tutti hanno esposto le proprie ragioni davanti al viceprefetto Maurizo Gatto con due questioni sul tavolo: da un lato quella occupazionale, con una larga fetta di lavoratori che ha rifiutato il contratto con monte ore ridotto propostogli dall’azienda piemontese, dall’altro il caos sociosanitario con un nuovo intervento di Asl all’interno della struttura nelle ultime ore per mancanza di personale.

Su proposta del sindaco Biancheri le parti si riaggiorneranno martedì per capire se esiste un margine di ricucitura. Se così non fosse, ipotesi al momento più quotata, la via sarebbe quasi inevitabilmente quella della revoca come ammesso dallo stesso primo cittadino a margine dell’incontro:

“La situazione è grave – esordisce Biancheri. Se nell’arco di pochi giorni non si trova una soluzione per garantire il posto di lavoro a tutti i dipendenti per noi si va verso quello che avevamo delineato in Consiglio comunale. Ci siamo presi ancora tre giorni per arrivare alla conclusione di un documento condiviso tra il dottor Maniscalco e tutte le sigle sindacali per poter riassumere tutti. Se non troviamo un accordo concreto le soluzioni diventano pochissime, nulle”.

Sul problema di bilancio che porterebbe un’eventuale revoca della cessione Biancheri aggiunge: “I problemi si vedono da tutte le parti. In questo caso però quello che conta è l’aspetto sociale e quello dei servizi della casa di cura. Poi si valuterà anche l’aspetto economico, i nostri uffici ci stanno già lavorando, ma mi auguro che non sarà necessario”.

Per i sindacati sono invece intervenuti rispettivamente: Milena Speranza di Uil, Alessandro Petrini di Cgil e Massimiliano Scialanca di Cisl. La posizione è univoca ovvero: assunzione, ai termini richiesti, per tutti i lavoratori e inevitabile preoccupazione per le condizioni sociosanitarie della struttura anche alla luce delle ultime mancanze e delle considerazioni fatte, durante il vertice, dall’Asl 1.

No comment per Rosario Maniscalco che, avvicinato dai giornalisti presenti al termine della riunione, ha rifiutato la possibilità di intervista.

Nel videoservizio di Riviera Time le interviste a: Alberto Biancheri, Milena Speranza, Alessandro Petrini e Massimiliano Scialanca.

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