giovanni toti

Arancione, arancione rinforzato, giallo con scuole e parchi chiusi, arancione rinforzato. Non è un gioco, ma il riassunto di quanto successo nel distretto sanremese in un paio di giorni.

Il governatore Toti dal suo scranno genovese ha perso totalmente la bussola sul ponente e, a fronte di una situazione epidemiologica simile, ha cambiato idea sulle misure anti covid da adottare come un naufrago su un’isola sconosciuta.

La settimana scorsa la stretta in arancione scuro per il distretto ventimigliese e quello sanremese. Poi il ritorno in giallo della regione, da lunedì, e il lasciapassare per Sanremo e limitrofe con bar e ristoranti aperti e scuole chiuse nella cruciale settimana del Festival.

Ieri sera, perché era già buio da un po’, il dietrofront. Attacco di protagonismo? Consiglio da ‘nemici’ giurati della kermesse sanremese? Semplice paura di aver fatto una frittata e non saperla neppure girare? Non è dato saperlo, o almeno, non dal presidente che nascondendosi dietro il quadro dei contagi da domani farà riabbassare le serrande dei locali matuziani.

Intendiamoci. La salute rimane sempre e comunque al primo posto, ma perché far assaggiare una caramella a chi non ne mangiava da tanto e poi togliergli in fretta e furia il pacchetto?

Le misure sono prorogate, salvo ulteriori dietrofront che con l’ondivago Toti non possono essere esclusi, fino al 14 marzo. Il povero sindaco Biancheri, visibilmente amareggiato nell’odierna conferenza stampa del Festival, quasi sfidato dal presidente a firmare un’ulteriore ordinanza, avrà il suo bel da fare per gestire la rabbia di un intero settore pronto a fare la rivoluzione, corteggiato, ammaliato, illuso e poi rigettato nella polvere.

A San Valentino, con il brusco cambio di colore voluto dal Governo, e lo spreco di migliaia di euro di spese, già fatte, dagli esercenti il buon Giovanni si era indignato. Oggi che fa? A metà della settimana del Festival, piccola, piccolissima botta di energia, stacca la corrente con le cambuse piene.

Venerdì lo stesso Toti dovrebbe essere a Sanremo. Quest’anno non faccia passerella, ma dia delle risposte viso a viso, o meglio mascherina a mascherina, sul suo operato. Lo faccia di persona e non mediato dalle sue fantomatiche dirette che lo hanno reso una star nella scorsa primavera, a pochi mesi dalle elezioni regionali, e delle quali ancora oggi abusa con migliaia di liguri in attesa di vere risposte.

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