[beevideoplayersingle videourl=”https://vimeo.com/251359654″]Se vivi affacciato sul mare, sei consapevole che le tue sorti dipenderanno in gran parte dalla distesa d’acqua che si apre davanti ai tuoi occhi. Questo è stato il destino che ha legato molte popolazioni degli attuali comuni della Riviera ligure di Ponente.

Tra questi c’è Santo Stefano al mare, le cui origini risalgono con tutta probabilità a un periodo preromano e che nel corso dei secoli ha sempre manifestato un’importante propensione alla marineria. Ma il mare non evoca soltanto piacevoli ricordi. Per lungo tempo, scrutare l’orizzonte ha significato vivere col timore dell’arrivo dei Saraceni. Per gli abitanti dell’attuale Santo Stefano questo ha voluto dire prendere le contromisure per sopravvivere.

La prima fu di rifugiarsi in massa sulle colline alle spalle; la seconda di costruire delle fortificazioni di avvistamento per giocare d’anticipo sui nemici che giungevano dal mare. Le torri che vediamo oggi risalgono al Cinquecento e sono tra le meglio conservate di tutto il Ponente ligure.

Nell’attuale piazza Baden-Powell sorge il singolare torrione a nove lati, oggi sede del Municipio. Fu terminato intorno al 1566 ed era talmente ampio da poter contenere tutta la popolazione in caso di pericolo. Durante le notti d’estate, per evitare ogni rischio, donne e bambini dormivano al suo interno, mentre una milizia composta dai giovani del Paese vigilava sul loro sonno.

Più piccola è invece la torre presente nella zona di Aregai, realizzata pochi anni dopo quella che sorge in centro paese. Presenta una pianta romboidale, le tipiche guardiole laterali e un ampio cornicione in cima. Secondo la tradizione, questa torre rappresentava per la comunità locale una sorta di talismano miracoloso. Gli abitanti confidavano infatti che tenesse lontane le forze del male. In questo senso vanno interpretate le cinque grandi pietre murate in forma di croce presenti al centro della parete di sud-est.