sergio tommasini

Probabilmente Sergio Tommasini, manager con esperienza internazionale, attuale presidente a Sanremo di Amaie Energia e Servizi, carica importante e di spessore a 360 gradi, stanotte prenderà sonno sul tardi. Domattina infatti il vertice “Arlir“, la potente e importante Agenzia Regionale Ligure per i Rifiuti, nominerà il nuovo direttore generale, carica molto gettonata ed ambita da Ventimiglia a La Spezia.

Il problema rifiuti è enorme non solo in Italia, in Europa, ma in tutto il mondo, America, Russia, Cina compresi. I candidati, al vaglio della speciale Commissione che dovrà fare la scelta giusta, ha al suo vertice il presidente della Regione Marco Bucci, l’assessore competente per l’Ambiente Paolo Ripamonti e per il Ciclo Rifiuti Giacomo Raul Giampedrone, già assessore regionale ai tempi del presidente Giovanni Toti. A contendersi la carica sono in 5, le domande dovevano essere presentate dal 6 agosto al 24 novembre 2025.

Tutto nasce con la legge regionale n.13 del 29 giugno 2023 sotto la presidenza Toti. Tra i nomi di allora tra i favoriti e sponsorizzati dalla città della Lanterna, e non solo, ci doveva essere anche quello del dott. Franco Aprile, manager di successo che si è interessato di vari settori dal turismo all’ecologia. Purtroppo sulla sua strada ha trovato l’anagrafe, il calendario, una nuova legge, norme recentissime che stabilirebbero che non possono essere eletti coloro che hanno superato i 70 anni.

Nella città di Colombo non sono pochi coloro che avanzano sospetti, trame. A Sanremo molti tifano Tommasini, a cominciare dal sindaco, l’avvocato Alessandro Mager che in più occasioni ha dichiarato: “Sergio ha tutte le carte in regola per essere scelto, la sua carica per essere nominato direttore generale dell’organismo, della società che deve occuparsi e risolvere i problemi ecologici, dei rifiuti della Regione. La sua attuale carica di presidente Amaie di Sanremo non è incompatibile”.

L’impegno, il lavoro, trovare le migliori soluzioni in tempi brevi non sarà facile. Ad oggi scelte illuminate, intelligenti, utili alla società, alla popolazione, alle famiglie, al territorio è difficilissimo trovarle lungo l’italico stivale. Dove in ballo c’è tanto denaro, grossi interessi soprattutto pubblici, cioè di tutti noi, di chi paga regolarmente le tasse e fa il suo dovere di cittadino probo, c’è anche tanta opacità. Per gli imperiesi una cosa è certa: se domani Genova sceglierà Tommasini, all’ombra di San Leonardo di Porto Maurizio, al secolo Paolo Girolamo Casanova, il matuziano Sergio dovrà ringraziare l’inossidabile presidentissimo, sindaco, ex pluri-ministro della Repubblica Claudio Scajola per non aver messo nessun bastone tra le ruote di Bucci & C. Anzi, piaccia o non piaccia, non è casuale che Claudio sia stato insignito dalla Francia della sua più alta onorificenza: la “Legion d’honneur“, l’Ordine nazionale della Legione d’onore, istituito da Napoleone Bonaparte il 19 maggio 1802. Titolo e medaglia che (per fortuna?) non ha radici nell’intelligenza artificiale e che non si compra né al mercato e neppure alle aste di Sotheby’s.