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Sono terminati ieri, venerdì 18 febbraio, i saldi invernali in Liguria. 45 giorni di occasioni (a partire dal 5 gennaio) segnati inevitabilmente dal picco di contagi da covid-19, che ha coinciso con il periodo post natalizio. Nonostante ciò, tra alti e bassi, il bilancio finale risulta abbastanza positivo, come ci ha spiegato il presidente provinciale di Federmoda Imperia Marco Pastore.

Il bilancio è discretamente positivo, in linea con l’anno scorso – afferma Pastore. – Mentre col Natale c’era stato un risveglio dei consumi, una voglia di acquisto e di libertà, gennaio, complice un po’ l’aumento dei contagi, ha visto tante persone o in quarantena o malate, quindi c’era proprio meno gente in giro. Poi l’attenzione sui saldi c’è stata: tirando le somme è rimasta in linea con l’anno scorso. Sicuramente l’alto numero di persone in quarantena ha inciso sui flussi in città e ha un po’ cambiato l’equilibrio, però sostanzialmente posso dire che sono rimasti in linea con l’anno scorso”.

I saldi invernali, quest’anno, sono stati segnati anche dall’introduzione del green pass obbligatorio per l’accesso ai negozi: “Sì, ma solo nell’ultima parte – spiega Pastore. – Nella prima parte, dove c’è più afflusso, quindi la parte iniziale di gennaio, non c’era ancora l’obbligo, che è iniziato ai primi di febbraio, quando di solito l’entusiasmo per i saldi va un po’ a scemare”.

Qual è l’umore tra i commercianti al momento? “Altalenante – risponde – sul Natale è andato bene, gennaio ha avuto questa problematica. Ora c’è un po’ di speranza, anche l’avvio della stagione primaverile/estiva, come negli anni precedenti, avrà meno restrizioni quindi si tornerà a una certa di libertà, anche se non totalmente”.

Un ultimo passaggio, infine, sulla situazione di disagio venutasi a creare nella parte bassa di via Cascione, dove i commercianti protestano da giorni per via dell’isolamento (e conseguente calo di fatturato) dovuto alla chiusura di via Mazzini nel giorno settimanale di mercato. “Sì, indubbiamente con il fatto che nella parte di ‘strettoia’ che collega la parte alta alla parte bassa non possono essere messi i banchi del mercato, perché non ci sono gli spazi per far passare eventualmente i mezzi di soccorso, c’è una sorta di interruzione. Io con la mia attività sono un po’ al limitare, ma nella parte bassa, il giorno del mercato, c’è poca affluenza e quei pochi banchi e attività che insistono in quella zona sono svantaggiati”.