Nuova intervista online per il ciclo Grandi autori a casa tua dedicato agli autori candidati al Premio Strega 2021. Ospite dell’incontro è Teresa Ciabatti, con il romanzo Sembrava bellezza (Mondadori), già in cinquina allo Strega nel 2017 con La più amata (Mondadori). L’intervista è condotta dalla prof.ssa Francesca Rotta Gentile, ideatrice e curatrice di Cervo ti Strega, vicepreside e docente di lettere dell’istituto Colombo di Sanremo.

Il dialogo si concentra sul rapporto di Teresa Ciabatti con la scrittura, approfondendo la relazione tra lo scrittore e le sue ossessioni poetiche, tra immaginazione e punto di vista. È proprio attraverso lo sguardo che l’idea di bellezza, secondo l’autrice, cambia continuamente. E così se la letteratura diventa un alter ego per vendicarsi, l’immaginazione consente anche di sognare di essere Sergio Mattarella o di tornare indietro nel tempo, per recuperare gli anni perduti.

Ad accogliere il lettore tra le pagine di Sembrava bellezza è una donna, una scrittrice, che dopo essersi sentita ai margini per molti anni ha finalmente conosciuto il successo. Vive un tempo ruggente di riscatto, che cerca di tenersi stretto ma ogni giorno le sfugge un po’ di più. Proprio come la figlia, che rifiuta di parlarle e si è trasferita lontano. Combattuta tra risentimento e sgomento per il tempo che si consuma la coglie Federica, la più cara amica del liceo, quando dopo trent’anni torna a cercarla. E riporta nel suo presente anche la sorella maggiore Livia – dea di bellezza sovrannaturale, modello irraggiungibile ai loro occhi di sedicenni sgraziate – che in seguito a un incidente è rimasta prigioniera nella mente di un’eterna ragazza.

Come accadeva da adolescenti, i pensieri tornano a specchiarsi, a respingersi e mescolarsi. La protagonista perlustra il passato alla ricerca di una verità, su se stessa e su Livia, e intanto cerca di riafferrare il bandolo della propria esistenza ammaccata: il lavoro, gli amori. Livia era e resta un mistero insondabile: miracolo di bellezza preservata nell’inconsapevolezza? O fenomeno da baraccone? Avvolti nelle spire di un’affabulazione ammaliante, seguiamo la protagonista in un viaggio che è insieme privato e generazionale, interiore e concreto. E mentre lei aspira a fermare l’attimo per non perdere la gloria, la sorte di Livia è lì a ricordare cosa può succedere se la giovinezza si cristallizza in un presente immobile: una diciottenne nel corpo di una cinquantenne, una farfalla incastrata nell’ambra.

Sembrava bellezza è un romanzo sull’impietoso trascorrere del tempo, e su come nel ripercorrerlo si possano incontrare il perdono e la tenerezza, prima di tutto verso se stessi. Un romanzo di madri e di figlie, di amiche, in cui l’autrice, con una scrittura che si è fatta più calda e accogliente, senza perdere nulla della sua affilata potenza, mette in scena con acume prodigioso le relazioni, tra donne e non solo. Un romanzo animato da uno sguardo che innesca la miccia del reale e, senza risparmiare nessun veleno, comprende ogni umana debolezza.

Teresa Ciabatti, nata e cresciuta a Orbetello, vive a Roma. Tra i suoi romanzi: Il mio paradiso è deserto (Rizzoli), Tuttissanti (Il Saggiatore), Matrigna (Solferino). Con La più amata (Mondadori) è stata finalista al premio Strega nel 2017. Collabora con il “Corriere della Sera” e con “la Lettura”.

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