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Annata di scarica quella del 2021 nel nord Italia per la produzione olivicola. Dopo che il 2020 aveva regalato una produzione eccezionale, le stime per quest’anno sono al ribasso e, per la produzione dell’olio di oliva taggiasca, si calcola che la produzione sfiorerà il 30% di quella degli anni passati.

“Le olive sono belle ma poche – ci spiega Franco Boeri di Olio ROI nel suo frantoio a Badalucco – avrebbero bisogno di due o tre giorni di pioggia per aumentare un po’ le dimensioni e rendere la raccolta più soddisfacente. La natura nel nostro settore a volte regala e a volte toglie, quest’anno abbiamo un’annata di scarica e sarà dura poter accontentare tutti i clienti. Non ci sarà taggiasca per tutti, meglio dire la verità che raccontare frottole”.

Una riflessione poi del passato periodo di lockdown che ha un po’ cambiato le abitudini alimentari degli italiani senza escludere il mercato dell’olio: “Il consumo domestico è cresciuto molto e la gente ha puntato su un olio più di qualità, anche per voler imitare e sopperire la mancanza della ricercatezza del ristorante. Non è una cosa sentita come nel vino, ma anche per l’olio la tendenza è quella di ricercare un prodotto con storia, tracciabilità e garanzie”.

In questo mese Olio ROI porterà comunque l’oliva taggiasca in giro per l’Italia in alcune delle manifestazioni più importanti a livello internazionale: “Per Buonissima a Torino siamo sponsor ufficiali, una manifestazione dove convergeranno tutti i più grandi chef stellati al mondo; da venerdì per cinque giorni saremo a TuttoFood alla Fiera di Milano, vetrina del cibo italiano dove avremo uno stand che sarà il foyer del Teatro Ariston. Restando in Provincia con piacere diamo sempre il benvenuto agli artisti che partecipano al Premio Tenco a Sanremo, insomma c’è molto da fare”.

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