A Taggia e Arma di Taggia si è svolta questa mattina la cerimonia di posa delle pietre d’inciampo dedicate alla memoria di tre cittadini deportati nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

Le pietre, ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig e diffuse in tutta Europa, nel caso di Taggia ricordano le vicende di Matteo Calcina, nato l’11 dicembre 1904 a Grisignano (VI), arrestato ad Arma di Taggia il 17 dicembre 1944. Partito da Verona il giorno successivo, fu deportato nel campo di Dachau, dove arrivò il 19 dicembre 1944 e ricevette il numero di matricola 135781. Successivamente trasferito nel sottocampo di Thalheim, morì l’8 aprile 1945.

Analogo il destino di Alfredo Cesari, nato a Città di Castello (PG) il 10 agosto 1907 e arrestato ad Arma di Taggia il 10 agosto 1944. Deportato da Verona l’11 agosto, giunse a Dachau il giorno seguente, dove rimase fino all’11 aprile 1945. Fu liberato il 29 marzo dello stesso anno.

La terza pietra è stata dedicata a Pietro Martini, nato a Nizza il 28 marzo 1923, deportato inizialmente a Dachau il 24 dicembre 1943 con il numero di matricola 60768. Nel 1944 fu trasferito nel campo di Natzweiler, in Alsazia, con il numero 9972, per poi essere nuovamente spostato nel sottocampo di Leitmeritz, appartenente al complesso di Flossenbürg, dove venne reimmatricolato con il numero 99012. Fu infine liberato.

La cerimonia ha avuto inizio alle 10.30 in via Lercari, nel centro storico tabiese, di fronte ai civici 19 e 30, luoghi di residenza all’epoca rispettivamente di Calcina e Cesari. Successivamente i partecipanti si sono spostati ad Arma di Taggia, in via C. Colombo, dove alle 11.30 è stata posata la pietra in memoria di Martini, di fronte al civico 22.

Presenti,naturalmente, i familiari delle vittime insieme alle istituzioni civili, militari e religiose. La posa è stata promossa da ANPI Arma, Taggia e Valle Argentina e ANED Imperia, con il patrocinio del Comune di Taggia, dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Imperia e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria.

“Abbiamo iniziato questo percorso circa un anno e mezzo fa”dice Mauro Iseppon, ANPI “svolgendo una ricerca storica con l’anagrafe del Comune per individuare le abitazioni di queste persone, poi abbiamo contattato i familiari. Il Comune si è occupato del contatto con l’artista in Germania e alla fine siamo riusciti a ottenere queste tre pietre, che vengono prima certificate e verificate attraverso un controllo. Abbiamo inoltre organizzato una conferenza per spiegare agli studenti delle medie che cosa sono le pietre d’inciampo e il contesto storico della Seconda guerra mondiale, perché non restino solo pagine scritte e distanti. Oggi abbiamo posato due pietre a Taggia e una ad Arma”

“Abbiamo subito accolto con convinzione questa proposta” afferma Mario Conio, sindaco di Taggia “perché le pietre d’inciampo sono un simbolo molto potente. Rendono concreto, nella quotidianità, il dramma vissuto da queste persone che hanno abitato e percorso le nostre strade. Oggi è difficile avere piena percezione di quanto accaduto e questo può portare a una minore attenzione nel prevenire il ripetersi di certe situazioni. Per questo è fondamentale il coinvolgimento delle scuole: è un messaggio rivolto a tutti, ma soprattutto ai giovani, che non hanno testimonianza diretta di quei fatti. La pietra collocata vicino a una scuola rappresenta un segno forte: accompagnerà i ragazzi ogni giorno, stimolandoli a porsi domande e ad affrontare il futuro con maggiore consapevolezza”.

L’evento è stato preceduto, lo scorso 27 marzo, dal convegno “Pietre d’Inciampo: nomi restituiti alla storia”, che ha coinvolto gli studenti degli istituti Pastonchi e Taggia-Valle Argentina in un percorso di approfondimento dedicato alla memoria e alla storia del territorio.