Con un lettera sui social media il sindaco Mario Conio lancia una riflessione sul 75° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

“Care concittadine e concittadini, 
mi duole moltissimo non poter essere oggi personalmente presente a tributare il sentito e doveroso omaggio ai nostri partigiani. 

Purtroppo, non mi è ancora possibile, a causa del decorso della malattia, lasciare la mia abitazione.

Seppur a distanza, porgo il mio più caro saluto a chi oggi, insieme a me, avrebbe dovuto porgere gli onori ai nostri patrioti; 

alle autorità civili e militari, ai rappresentanti delle associazioni combattenti, al presidente della sezione locale di A.N.P.I. avvocato Massimo Corradi, ai rappresentanti del consiglio dei ragazzi, ai tanti alunni che in questa giornata sarebbero dovuti essere insieme a noi. 

Un commosso ringraziamento ai partigiani ancora tra noi, ed ai loro familiari, autentici protagonisti e testimoni di ciò che realmente è stato il 25 aprile. 

A loro si leva forte il mio ringraziamento, che deve essere un ringraziamento collettivo; se noi oggi possiamo interrogarci sul senso più profondo della parola libertà e democrazia lo dobbiamo a chi, come loro, ha avuto il duro destino di vivere, lottare, per fortuna sopravvivere, in un’epoca caratterizzata da guerre, dittature, miseria. 

Anche loro oggi, avrebbero dovuto essere con noi presso i nostri monumenti. 

Invece no. 

Oggi nessuno si potrà radunare intorno ai nostri monumenti per rendere una sentita preghiera. 

Oggi, dopo 75 anni da quei drammatici eventi, forse senza saperlo, ci stiamo trovando a vivere un’altra guerra. 
Una guerra inaspettata, a cui non eravamo pronti, subdola, contro un nemico che non puoi guardare negli occhi, che magari, si annida in una persona a te cara.

Con quale spirito dobbiamo affrontare questa guerra? Con quale animo ci dobbiamo a lei misurare? 
Quando finalmente potremo riuscire dalle nostre case chiediamolo ai nostri partigiani, parliamo con loro, traiamo insegnamento dalla loro esperienza.
 

Quali sono stati i valori più autentici che hanno mosso i nostri partigiani? La sete di libertà, la voglia di uguaglianza sociale, il desiderio di ciascuno di loro di incidere direttamente e positivamente sul loro destino e su quello della società loro contemporanea. 

I nostri partigiani sono stati uomini e donne che hanno saputo scegliere, che, tra il coraggio dell’agire ed il conforto del non schierarsi hanno fatto la scelta più scomoda, ma certamente quella più giusta. 

Oggi anche noi, con le dovute differenze, siamo chiamati a atteggiamenti coraggiosi e responsabili. 

Tutti noi, siamo stati toccati dall’emergenza covid-19. 
Giocoforza stanno mutando le nostre abitudini di vita, siamo privati di libertà che parevano del tutto insite nel nostro modello sociale. 

Oggi non ci è data la possibilità di agire liberamente, di muoverci, dobbiamo giustamente adeguarci a regole comportamentali che ci privano delle nostre libertà individuali. Ciò ci appare del tutto innaturale, proprio perché il concetto di libertà è oramai nostro patrimonio collettivo. 

La libertà non è però un concetto scontato e banale, la libertà non è dovuta, oggi ce ne stiamo drammaticamente rendendo conto. 

Quindi, oggi, anche nella solitudine delle nostre case, dedichiamo qualche minuto a tutti quegli uomini e donne che 75 anni fa hanno scelto, hanno deciso di mettersi in gioco. 

Il loro impegno e sacrificio ci ha portato in dote quella libertà che oggi tanto ci manca. 

Viva L’Italia, viva il 25 Aprile”.