Taggia, Conio sulla Fase 2: "Bene le riaperture, ma in troppi sottovalutano i rischi di comportamenti scorretti"

È partita ufficialmente ieri la Fase 2, anche se in realtà molte delle nuove misure sono in vigore in Liguria da oltre una settimana a seguito dell’ordinanza regionale che ha ridato alcune libertà ai cittadini già da lunedì 27 aprile.

Tra queste la possibilità di uscire per fare una passeggiata o attività fisica individualmente. Oltre alla possibilità, per bar e ristoranti, di vendere cibo e bevande take away.

Abbiamo fatto un primo bilancio con il sindaco di Taggia, Mario Conio.

“Sta andando abbastanza bene, ma il mio invito è sempre lo stesso: non abbassare mai la guardia. È assolutamente corretto riaprire le attività, ma dobbiamo tenere l’onda dei contagi sempre sotto controllo. Non possiamo morire di immobilismo, ma il problema non è ancora superato. Il mio giudizio sul comportamento generale è abbastanza positivo, ma non troppo. Ieri ho dovuto chiudere alcuni luoghi (il campo della Darsena e lo skate park alle ex caserme Revelli ndr) dopo essere venuto a conoscenza di una partita a basket tra padri e figli. Ancora troppe persone tendono a sottovalutare i rischi e il problema,” commenta Conio.

Girando per le nostre città generalmente si vede un attento utilizzo della mascherina e il rispetto del distanziamento sociale, non mancano però le eccezioni come segnalato dal primo cittadino. Inoltre, con le nuove libertà, tra coi la possibilità di di prendere anche un semplice caffè take away, si assiste spesso a qualche piccolo assembramento dovuto all’attesa o a un saluto dopo tanto tempo in cui non ci si vede. Aspetti che necessiteranno la grande attenzione delle forze dell’ordine e della Polizia Municipale.

“Assolutamente si e i nostri agenti stanno facendo un grande lavoro. Devo però dire che nel momento in cui interviene la Polizia Locale siamo di fronte a una sconfitta della società civile. I cittadini devono avere capacità di autoregolamentazione. Siamo in una fase discendete dell’emergenza, ma comportamenti scorretti possono invertire la tendenza molto velocemente,” aggiunge Conio.

L’intervista si è poi focalizzata sulle principali e più discusse misure prese dal primo cittadino: l’obbligo delle mascherine nei luoghi pubblici anche all’aperto e la possibilità di passeggiare in spiaggia, ma non di sdraiarsi per prendere il sole o fare il bagno.

“Per quanto riguarda le mascherine bisogna ricordare che gran parte del territorio, pensiamo al centro storico, presenta vie strette e marciapiedi angusti che non permettono il distanziamento sociale. Andare a diversificare sarebbe stato troppo complicato.”

“Per le spiagge – prosegue – io avevo inizialmente inibito il passaggio perché le ritengono zone dove c’è un grande rischio di assembramento. Se tutti avessero il diritto di sdraiarsi sul proprio asciugamano, in una bella giornata le nostre spiagge sarebbero piene. Diverso è transitare per una passeggiata o per una corsa. Allo stesso modo sono consentiti sport quali windsurf, o kitesurf, perché prevedono il passaggio in spiaggia per poi andare in acqua. Ci si potrà chiedere perché ho vietato la possibilità di nuotare, io però non ho fatto altro che applicare le normative regionali che prevedono alcune attività.”

Nell’intervista il sindaco ha anche commentato positivamente l’intenzione della Regione di aprire una serie di attività (bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti) prima del 1° giugno, data ipotizzata dal Governo.

“In questi giorni si è aperta una polemica con una lettera aperta di alcuni sindaci al governatore Toti. Lettera che si è voluto far passare, scorrettamente, per la posizione dei sindaci liguri. Così non è. Nessuno ha condiviso quella lettera con me ad esempio. In videoconferenza ho incontrato il presidente e la Giunta regionale. Ho trovato un atteggiamento assolutamente responsabile. Ci dev’essere l’impulso alle riaperture, ma è tutto condizionato da un costante monitoraggio dell’andamento dei contagi. Se questa sale, i bar non aprono neanche il 1° di giugno, la Liguria non vedrà turisti perché blindata. Dobbiamo capire che spetta a noi come cittadini fermare i contagi.”

L’intervista integrale al sindaco Conio è visibile a inizio articolo.