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Oggi anche nelle scuole del Ponente ligure è suonata l’ultima campanella per la stragrande maggioranza degli studenti, quasi tutti eccezion fatta per i maturandi.

È stato un anno particolarmente difficile, insidioso, traditore perché pieno di speranze e soprattutto di delusioni con l’insostenibile balletto della didattica in presenza o a distanza. E tutto ciò dopo la fine dell’anno scolastico precedente con l’esplosione della pandemia, il terrore del contagio e lo sconcerto di trovarsi di fronte ad una situazione del tutto inaspettata.

Ora la luce sembra sia tornata, gli studenti e le loro famiglie ma anche tutto il corpo docente hanno tirato un sospirone di sollievo anche per un solo mese ‘in presenza’, poche settimane che sono però state sufficienti ad organizzare un recupero non solo del piano di studio ma anche dei fondamentali e imprescindibili rapporti interpersonali, un’iniezione di fiducia ed autostima utili a concludere con lo studio ed aprirsi alle vacanze.

In mezzo a tante urla di gioia, di cori e canti liberatori, ci sono però ancora classi che non possono abbassare la guardia, e sono proprio quelle delle ‘quinte’ che tra una settimana affronteranno il temuto ostacolo della maturità.

“Sicuramente questa è una bella conclusione” conferma la professoressa Stefania Sandra vice-preside del Liceo Cassini di Sanremo che incontriamo all’interno della 5^A del Classico nella sede di Villa Magnolie.

“Abbiamo passato tanti mesi tristi, a distanza, chiusi in casa – ricorda – poi si è aperto uno spiraglio e gli alunni di quinta sono tornati in classe e adesso siamo pronti per la prova finale della settimana prossima”.

“In generale abbiamo tutti avuto un occhio di riguardo verso gli studenti che hanno sofferto l’allontanamento dall’istituto, dai loro compagni di scuola, dalle loro abitudini. La ‘dad’ è stato un disagio grosso anche per noi insegnanti e abbiamo cercato nel limite del possibile e nel rispetto dei ruoli di trovare un punto d’incontro con gli alunni tenendo ben presenti tutte le difficoltà che hanno e abbiamo avuto”.

“Personalmente mi sento abbastanza tranquilla e pronta ad affrontare questo esame – dice Gloria, studentessa della 5^A – poi ci sono quelli più ansiosi ma penso che tutta questa classe sia pronta per la maturità”.

“Sappiamo che questa è una tappa fondamentale per il nostro percorso di studio – dice – e arriva al termine di un anno particolarmente difficile nei mesi in cui eravamo tutti e tutti i giorni costretti alla didattica a distanza. La mancanza dell’atmosfera scolastica è stata dura da superare anche per studiare meglio con il confronto che viene naturale con i compagni di classe e rende più proficuo l’impegno sui libri. Penso che ci ricorderemo per sempre quello che abbiamo vissuto quest’anno e mi auguro di cuore che quelli che sono in terza o quarta possano trascorrere un ultimo anno di liceo come tutti dovrebbero trascorrere e a noi invece non è stato permesso”.

“Nessun metodo particolare, testa sui libri e basta – dice Edoardo che rappresenta la minoranza maschile in questa classe – forse tra di noi c’è più collaborazione del solito, ci aiutiamo, sono cinque anni che ci frequentiamo e qualcosa tra di noi si è inevitabilmente creato”.

Non abbiamo paura – prosegue Edoardo – più che altro c’è tanta voglia di affrontare questa prova e finirla dimostrando quanto abbiamo imparato. Ci è mancato molto il rapporto umano, gli scherzi, uno sguardo, ora siamo contenti di finire così, in presenza e con la maturità nei tempi giusti”.

“Lasciamoci alle spalle i momenti di sconforto, superiamo l’esame e poi inizieremo a pensare ad una meritata vacanza che finalmente potremo godercela ancora meglio con l’allentamento delle restrizioni. E non vedo l’ora di iniziare il percorso universitario – prosegue Edoardo – che significa entrare nell’età adulta, andare a vivere da soli, cavarsela con le proprie forze magari cercando anche un lavoretto che dia un po’ di indipendenza e iniziare a programmare il nostro futuro”.

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