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Partendo dal passo della Guardia, a 1461 mt di altitudine, si imbocca l’irto sentiero che risale velocemente tra gli abeti ed i larici oramai quasi del tutto spogli. Siamo nel comune di Triora, nel territorio del Parco delle Alpi Liguri. Il sentiero quasi si arrampica tra le rocce del crinale che divide l’Argentina dal suo affluente Capriolo. Da quassù il panorama è sconfinato, stendendosi fino al mare ancora coperto dalla foschia.

Mano a mano che si sale la vegetazione scompare lasciandoci in compagnia del sole in quota. Da distante un gruppo di camosci ci controlla da rocce sicure. Ecco che, dopo innumerevoli tornanti appesi alla montagna, compaiono i prati di Garlenda, splendido pascolo alpino che si affaccia sul mare. Le orme del lupo appena disegnate sulla neve sono ancora fresche. Raggiunto il passo Garlenda (2021 mt) la strada ci conduce a destra verso la cima del Monte Frontè, che coi suoi 2151 mt è la seconda cima più alta della Liguria e la più elevata interamente compresa nel territorio ligure. Il versante esposto al mare, roccioso e in posizione soleggiata, si presenta quasi senza neve, mentre il lato settentrionale rivolto verso il Piemonte è ancora ricoperto da uno spesso manto bianco.

Il tempo in montagna cambia veloce e le nuvole in pochi istanti si scontrano con la cresta. Guadagniamo infine la cima dove ci attende una statua della Madonna posta quassù nel 1955. Rivolta verso la diocesi di Albenga, la Vergine osserva le valli Argentina, Arroscia e Tanaro che da lei si uniscono nell’abbraccio dei monti che da qui custodiscono e riparano il nostro Ponente dai più rigidi climi provenienti da nord.

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