pavoncella
Nella foto una pavoncella

Con sentenza n. 568 depositata oggi 7 agosto, il Tribunale Amministrativo Regionale, sez. II°, ha definitivamente annullato la delibera della Giunta Regionale della Liguria del 30 aprile scorso, con cui si disciplinava la stagione di caccia per tutto il territorio regionale per la stagione 2020/21, che era già iniziata per la caccia a capriolo e daino.

La caccia anche a queste specie da oggi è vietata. L’apertura generale a quasi tutte le altre specie era fissata per la terza domenica di settembre.

Sconfitta la Regione Liguria e cinque associazioni venatorie costituitesi in giudizio, dopo il ricorso promosso dalle associazioni ambientaliste Lega Abolizione Caccia, LAV, ENPA e WWF, patrocinate dallo studio Linzola di Milano.

I giudici amministrativi hanno rilevato innanzitutto che la Liguria è sprovvista di un piano faunistico venatorio regionale, che sia stato interamente sottoposto a valutazione di incidenza ambientale per l’impatto sulle specie selvatiche oggetto di caccia; il vecchio piano faunistico, prorogato più volte, è infatti privo di valutazione di incidenza (VINCA) per tutto il territorio spezzino. Questa carenza di istruttoria tecnica ha determinato la decadenza di tutto il provvedimento.

Ma a prescindere dal primo motivo, che prevale su tutti gli altri punti oggetto di impugnazione, il TAR è comunque entrato nel merito su altri aspetti della impugnazione dei ricorrenti, come criterio guida per i prossimi anni.

In futuro:

– la caccia agli acquatici deve fermarsi al 20 gennaio e non più proseguire sino al 31 gennaio;

– le specie moriglione e pavoncella devono essere tutelate;

– non potrà essere fissata una quinta giornata di caccia aggiuntiva ad alcune specie migratrici nei mesi di ottobre novembre;

– la caccia al tordo sassello e alla cesena deve terminare il 20 gennaio;

– non può essere fissata nei primi 10 giorni di febbraio la caccia al colombaccio.

Il TAR ha censurato l’inottemperanza della Giunta regionale ai pareri dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), fondata su relazioni “alternative” con dati parziali e non aggiornati redatti da una società di consulenza privata, temporaneamente sovvenzionata dalla Regione stessa.

Soddisfazione viene espressa dalle associazioni LAC, LAV, ENPA e WWF della Liguria, che contestano la pervicace e fallimentare politica di aggressione al patrimonio naturale dei nostri amministratori, come testimoniato anche da recenti sentenze da recenti sentenze della Corte Costituzionale in materia di parchi e fauna, che hanno visto varie volte la Regione soccombente per atti illegittimi.