Franco Boeri, olio ROI, stagione olivicola 2020

Ormai ci siamo. Una settimana o poco più e la stagione olivicola 2020/21 entrerà nel vivo con la sbattitura. Un’annata che si preannuncia molto proficua in alcune zone, più scarsa in altre, ma che in generale non vede grossa presenza della temuta mosca olearia, vera croce del settore negli ultimi anni.

Per fare il punto della situazione e capire come sarà l’olio nuovo abbiamo intervistato Franco Boeri, titolare dell’azienda Olio ROI di Badalucco

“Nella nostra valle la fioritura è stata molto buona e la legagione anche – esordisce. Abbiamo un ottimo raccolto, per adesso le olive sono bellissime e ce ne sono tante. Purtroppo in alta valle da Agaggio a Montalto c’è stata una forte grandinata che ha danneggiato molto facendo perdere gran parte del raccolto. Fortunatamente quest’estate non abbiamo avuto attacchi dalla mosca grazie al caldo. Ora con il cambio di stagione iniziava a uscire, ma queste tre giornate di freddo l’hanno fermata completamente. Ormai siamo a una settimana dall’inizio della raccolta e dovrebbe essere ottima”.

Sulla qualità e le tempistiche dell’annata Boeri spiega: “Sarà senz’altro un’ottima annata anche sotto l’aspetto qualitativo perché, come detto, le olive sono molto belle. Cominciamo ora e pensiamo di fare ottobre, novembre, dicembre e poi gennaio e febbraio andando a finire”.

Contestualizzando la vostra attività nel periodo storico legato al covid-19. Cambierà qualcosa per voi?

“Purtroppo sì – dice Boeri. La frangitura è sempre stata una festa per le nostre famiglie con il bottiglione del vino, la focaccia e quant’altro dentro i frantoi. Quest’anno non sarà così. Faremo molta attenzione. Per i contadini, con l’associazione Aifo, abbiamo già redatto dei protocolli di sicurezza. I contadini dovranno avere la mascherina e gli verrà misurata la temperatura. Non potranno poi entrare nella seconda parte del frantoio, ma stare al di qua dei vetri, uno alla volta se non della stessa famiglia. Ci sarà purtroppo un clima covid, come successo per ristoranti e altre attività. Per un frantoiano venire a contatto con un caso positivo vuol dire chiudere l’attività per 14 giorni, tantissimi in un lavoro che è stagionale. Dobbiamo quindi fare molta attenzione”.

L’intervista completa a Franco Boeri nel videoservizio di Riviera Time.