Spostamento del mercato di Oneglia, esordio turbolento: banchi chiusi e commercianti in protesta: "Location non idonea"

È stato un esordio turbolento quello del mercato di Oneglia nella nuova location scelta dal Comune: dal centro cittadino alla zona portuale, nello specifico il parcheggio dall’ex Agnesi e la prima parte di banchina Aicardi.

Come era prevedibile gli ambulanti questa mattina hanno deciso di protestare pacificamente non aprendo i banchi e dimostrando tutta la loro contrarietà. Appeso a uno dei furgoni su un cartello si legge: “Ci scusiamo con la nostra gentile clientela. Teniamo chiuso oggi per tenere aperto domani, fiduciosi del vostro sostegno.”

La protesta è stata condivisa da tutte le associazioni di categoria: Fiva, Anva e Aval.

Claudio Campanini (Fiva Confcommercio) spiega: “La problematica principale è il decentramento in una zona veramente periferica, dove le prospettive commerciali sono ridottissime. Parliamo di oltre 100 banchi sia il lunedì sia il sabato. Dietro ogni attività c’è una famiglia che vive con questo lavoro. Penalizzarci così vuol dire mettere in crisi tutto il settore. Capiamo le esigenze di sicurezza, ma la soluzione non può essere prendere il mercato e sbatterlo in fondo alla città.”

Lo spostamento è stato necessario per permettere la sicurezza dei commercianti e dei clienti in questa situazione di emergenza sanitaria. Dopo la prima ipotesi di via Bonfante, il Comune ha ritenuto la location attuale idonea allo scopo. Tuttavia, oltre la distanza dal centro cittadino, i commercianti lamentano altre problematiche.

“Innanzitutto a livello igienico. Abbiamo banchi degli alimentari che sono stati sistemati vicino a uno sterrato. Crediamo che questo tipo di soluzione non sia compatibile,” spiega Campanini. Le telecamere di Riviera Time hanno testimoniato, inoltre, la sporcizia in alcuni punti vicino a dove avrebbero dovuto essere sistemati i banchi.

“Un’altra problematica è il continuo passaggio di camion in via Schiva, diretti alla dogana, che taglia in due la zona del mercato,” aggiunge Campanini.

Ci hanno imposto una scelta presa dall’alto senza poter dire la nostra. Nel momento in cui siamo stati convocati erano già state fatte le scelte e la planimetria. Chiediamo la possibilità di aprire un tavolo che comprenda tutte le categorie. Chiediamo però che a questo tavolo ci si sieda con la mentalità di risolvere il problema,” conclude il rappresentante di categoria.

Guarda l’intervista integrale nel video a inizio articolo.