[beevideoplayersingle adstype=”video-ads” videourl=”https://vimeo.com/205899372″ videoadsurl=”https://vimeo.com/224092271″ adsurl=”https://www.sialpieve.com/”]I balneari sono ormai da anni sul piede di guerra contro la direttiva europea denominata “Bolkestein”, dal nome del suo propugnatore. La normativa prevede la messa all’asta delle concessioni, anche di quelle in essere. Gli operatori del settore, migliaia in tutta Italia, denunciano da tempo lo stato di incertezza provocato da questa situazione.

In prima fila a loro fianco c’è la Regione Liguria, che sta portando avanti da tempo una battaglia a tutela degli investimenti fatti dai balneari. In particolare, la giunta guidata dal presidente Giovanni Toti chiede al governo il varo di una legge che proroghi le concessioni per 30 anni, sulla falsa riga di quanto già fatto in altri Paesi europei.

Tra i comuni più interessati al tema c’è Diano Marina, che ha nelle spiagge il suo motore economico. Il sindaco Giacomo Chiappori ha proposto di recente al ministro Enrico Costa una possibile soluzione, che consisterebbe nel trasferire il demanio ai comuni.

Riviera Time vi porta oggi all’interno del fronte di chi dice “no” alla messa all’asta delle spiagge. Si parte con un operatore del settore, Donato Piccirilli, gestore di uno stabilimento balneare a Santo Stefano al Mare, per proseguire con Marco Scajola, assessore regionale attivissimo sulla questione, e Giacomo Chiappori, sindaco di Diano Marina.

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