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Non è riuscita a sfuggire alla furia degli elementi che si sono scatenati nella notte tra venerdì e sabato scorsi. Ceriana anche questa volta paga il suo pesante contributo in danni e devastazione soprattutto per la piena impressionante che ha trasformato un innocuo rio, poco più di un ruscello, in una travolgente massa d’acqua nella zona a monte del centro paese, in località Bellando che prende il nome proprio da quel piccolo corso d’acqua, affluente dell’Armea.

Un pugno di case, un paio di chilometri a monte di Ceriana, due delle quali sono state evacuate, con la richiesta di aiuto arrivata alle prime ore del sabato e con l’impossibilità di intervenire da parte dei soccorritori che hanno invitato quelle poche persone a rifugiarsi in una piccola casa più a monte chiedendo ospitalità ai vicini.

“A causa di una frana caduta a monte – spiega Maurizio Caviglia sindaco di Ceriana – le piogge abbondanti hanno ingrossato il rio che è debordato con enorme violenza mettendo in serio pericolo quella casa abitata, sgretolando gli argini e rendendo impraticabile la strada che sfocia sulla provinciale”.

“Successivamente abbiamo dovuto emettere un provvedimento di evacuazione sia per la casa lambita dalle acque del fiume che per la casa che ha offerto ospitalità agli abitanti fuggiti impauriti. Adesso sono alloggiati in una casa albergo e altri presso degli amici. Sull’altro argine del Bellando ci sono abitazioni che però sono più in alto e non hanno subito danni”.

“Ceriana deve sempre pagare un contributo pesante in questi frangenti – dice sconsolato il Sindaco – ma vedo che purtroppo anche gli altri piccoli comuni delle vallate non vengono più risparmiati. Colpa dell’incuria totale, le strade sono sporche, i boschi sono sporchi, nei fiumi crescono gli alberi che vengono travolti dalle piene e creano ostacoli al deflusso. Una volta ci pensavano i contadini a mantenere pulito, adesso invece non c’è quasi più nessuno a presidiare, è tutto gerbido e l’acqua scorre dove vuole”.

“Serve una manutenzione costante per cercare di prevenire gli effetti catastrofici di questi eventi, con costi che evidentemente sarebbero enormemente inferiori rispetto a quelli che adesso vengono ipotizzati per risistemare le situazioni. Intanto voglio ringraziare la Protezione Civile che ha fatto un lavoro eccezionale, riaprendo la viabilità appena possibile lungo la provinciale che ci collega con Baiardo attraverso Passo Ghimbegna e Ceriana non è mai risultata isolata”.

Il responsabile della locale Protezione Civile è Paolo Roverio, attuale vice-sindaco e figlio dell’ex sindaco Piero Roverio.

“Non è piacevole ricordare quelle ore in cui si è abbattuta l’ondata di maltempo – dice Roverio – anche per la frustrazione di non poter agire subito dato che non c’erano le condizioni minime di sicurezza. Appena possibile siamo intervenuti per liberare la strada, c’erano mezzi e piante sulla carreggiata, la gente che ci chiamava in continuazione e per fortuna nessuno si è fatto male”.

“La piena ha creato due dighe naturali – racconta il responsabile locale della Protezione Civile – e solo a fine allerta siamo riusciti a liberare un passaggio e la strada provinciale per permettere alle persone di Bellando di poter uscire di casa e a noi di raggiungerli per sapere le loro necessità”.

“La Protezione Civile – conclude Paolo Roverio – interviene nell’emergenza, adesso mi tolgo quelle vesti e torno a fare il vice-sindaco. Dobbiamo attivare le somme urgenze e dare il via al ‘solito’ iter per acceder ai fondi e contributi preparando relazioni, schede e far partire velocemente i lavori di pulizia. Non possiamo sapere cosa potrà succedere prossimamente, chissà se per quest’anno abbiamo dato o dobbiamo ancora dare, ma dobbiamo pulire e sistemare. Come diceva il Sindaco, bisogna investire nella prevenzione, creare dei presidi sul territorio e pulire gli alvei dei corsi d’acqua: se il fiume potesse scorrere liberamente certe cose non capiterebbero a questi livelli”.