Tre anni di emergenza. Tre anni in cui la città di Ventimiglia, tra alti e bassi, ha dovuto affrontare l’arrivo di migliaia di migranti giunti sul confine con la speranza di raggiungere la Francia attraversando illegalmente la frontiera.

    Una situazione difficile e complessa che non sembra volgere a conclusione e che sta creando non poche tensioni tra i ventimigliesi. In questi giorni sono circa 300 le presenze in città, oltre quelle al centro d’accoglienza di Parco Roja. Tra queste si sospetta la presenza di alcuni magrebini scarcerati a fine estate dalla Tunisia. Sta di fatto che nelle ultime settimane Ventimiglia ha assistito ad un’ondata di criminalità e microcriminalità.

    Il giorno dopo il tentato stupro denunciato da una commessa del centro, il Sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, ha alzato la voce davanti ai media, chiedendo l’intervento del Ministero.

    La Lega però non ci sta e pur ammettendo le responsabilità del Governo, non giudica sufficiente l’operato dell’amministrazione. “Il Sindaco può e deve fare di più in termini di sicurezza. I cittadini di Ventimiglia non meritano questo,” dichiara Alessandro Piana, capogruppo regionale della Lega Nord.

    Qualche giorno dopo sui giornali si legge che il primo cittadino è stato minacciato più volte di morte da ignoti perché ritenuto responsabile dell’emergenza migranti in città.

    Lunedì scorso arriva la replica di Ioculano a Piana: “Visto che tra amministratori bisognerebbe sapere quali sono le competenze, sono pronto a un dibattito sul tema con il consigliere Piana negli studi di Riviera Time”.