[beevideoplayersingle videourl=”https://vimeo.com/251057908″]Si è espressa venerdì scorso la Cassazione sulle indagini riguardanti il concorso truccato di Rivieracqua.

Sul ricorso presentato dagli avvocati Moroni, Savi, Mager e Sindoni, contro l’arresto ai domiciliari per Gabriele Saldo, ex direttore generale della società consortile creato per gestire il servizio idrico integrato in Provincia, e Federico Fontana, consulente della società, la Cassazione si è espressa escludendo il reato di truffo allo Stato.

Secondo la Corte non sono dimostrabili, infatti, i danni arrecati allo Stato derivanti dall’assunzione di Fabio Casella, l’uomo a cui i due avrebbero passato le risposte del concorso agevolando la sua assunzione.

Viene però confermata l’accusa del Procuratore Grazia Pradella che ha ipotizzato il reato di rivelazione del segreto d’ufficio, confermando la legittimità della misura cautelare scattata a luglio e ora terminata per la scadenza dei termini.

Con questa decisione prosegue l’odissea di Rivieracqua, che negli ultimi mesi sta navigando controvento e che è oggetto anche di un secondo filone di indagini. È del 23 novembre scorso il blitz della finanza che ha portato la Procura di Imperia ad indagare l’ex presidente Massimo Donzella, l’ex membro del Cda Sonia Balestra e l’ex direttore generale Gabriele Saldo, con le ipotesi di falso in bilancio e truffa ai danni dello Stato.

Intanto si apre domani una settimana fondamentale per il futuro della società e dell’acqua pubblica in Provincia di Imperia. Venerdì prossimo è fissata una nuova udienza in Tribunale ad Imperia che segue quella del 19 dicembre scorso sull’istanza di fallimento presentata da Amat Spa nei confronti di Rivieracqua.

È di un milione e mezzo il credito che l’imperiese Amat vanterebbe con la società consortile alla quale è stato chiesto un piano di rientro che prevede una tranche da 140 mila euro subito, più 50 mila euro ogni mese fino all’estinzione del debito.

Il piano è stato approvato dal nuovo cda di Rivieracqua presieduto dal commercialista di Chiavari, Gian Alberto Mangiante. Bisogna ora vedere se accontenterà le pretese di Amat.

Intanto i sindaci del Ponente, nonostante le visioni diverse e i molti malcontenti dovuti a disservizi e a squilibri negli impegni presi tra i vari comuni, continuano a ribadire la volontà di andare avanti. Trovare un accordo con Amat è il primo scalino da affrontare, ma poi bisognerà proseguire con il conferimento delle reti idriche in Rivieracqua e della bollettazione da parte di tutti i Comuni e delle varie società.

Insomma, la strada è ancora lunga e tortuosa, venerdì il primo appuntamento, poi i prossimi mesi saranno decisivi.