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Nervi tesi tra Sanremese calcio e i suoi tifosi. Dopo la seconda sconfitta consecutiva e un bottino di un solo punto conquistato nelle ultime tre giornate, è esplosa sui social la polemica sia contro un presunto scarso impegno da parte dei giocatori, sia contro quella che a loro sembra essere una volontà di non salire di categoria.

Aldilà delle smentite d’obbligo da parte dei soggetti chiamati in causa, il girone A di serie D è quello tra tutti e nove che ha la classifica più corta, senza un vero padrone e con la possibilità di vittoria finale per almeno mezza dozzina di squadre.

A differenza della Sanremese che ha ancora tutte le possibilità aperte per centrare l’obiettivo, gli odiati ‘cugini’ del Savona stanno attraversando un momento molto difficile. Appena sopra la zona calda della classifica, gli ‘striscioni’ sono in balìa di vicende societarie che stanno minando alla base l’esito del campionato e la credibilità stessa della blasonata società.

Domenica scorsa il Savona è stato raggiunto oltre il 90’ sul 2-2 dal Verbania dopo essere stato avanti 2-0. Scoraggiato per il risultato e amareggiato per la nebbia che circonda la dirigenza, a fine partita l’allenatore De Paola aveva lanciato una sorta di ultimatum: “Se entro mercoledì 15 non arriveranno risposte sul futuro e non si parlerà di rinforzi, ce ne andremo via tutti”.

E oggi, in mancanza di risposte, nessuno della Prima squadra si è presentato all’allenamento. La data odierna non era stata scelta per caso dato che proprio stamattina si sarebbe dovuto tenere un incontro tra vertici societari e staff tecnico giocatori compresi. L’incontro è stato rinviato per non meglio specificati impegni della proprietà e quindi è scattato lo sciopero.

Atteggiamento grave ma condivisibile quello della squadra che non riceverebbe lo stipendio dallo scorso ottobre, con una proprietà sempre più lontana e in difficoltà anche per fronte ad altre scadenze per sanare il bilancio. Ma in questo caso la tifoseria organizzata ha deciso di restare ferma nel sostenere la squadra pur decidendo di lasciare la sua gradinata per spostarsi nella tribuna inferiore per stare ancora più a contatto con i giocatori e con il mister.

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