giuffra assembramenti

Dopo gli avvenuti assembramenti sui Navigli a Milano e la presa di posizione del sindaco Sala, la questione del mancato rispetto delle regole da parte di alcuni sta tenendo banco a livello nazionale.

Questione di cui ieri si è parlato anche a livello locale. Ieri il sindaco di Imperia Scajola ha dichiarato che se non ci sarà il massimo rispetto è pronto a “richiudere la città”. In serata il sindaco di Riva Ligure Giuffra c’è andato piuttosto pesante con un messaggio su Facebook a seguito di alcuni assembramenti avvenuti ieri nell’orario dell’aperitivo.

Segnalazioni di assembramenti, persone che non rispettano il distanziamento sociale, che non indossano la mascherina, arrivano un po’ da tutta la Provincia tanto che alcuni sindaci nei giorni scorsi sono stati costretti a imporre obbligatoriamente l’uso della mascherina o a chiudere alcune zone. Questo è il caso di Taggia che a seguito di una partita di basket tra genitori e bambini ha interdetto l’accesso al campo in zona Darsena.

Il tema è quindi ampiamente dibattuto. Del resto, con l’aumentare delle libertà, diventa sempre più difficile controllare queste situazioni che, per fortuna, rimango comunque marginali. Ne abbiamo parlato proprio con il sindaco di Riva, Giorgio Giuffra, anche per chiarire cosa è accaduto ieri.

“La modalità del take away è stata interpreta in maniera imprudente da alcuni clienti che hanno consumato i loro drink in prossimità dei locali e in spregio alle misure in merito agli assembramenti,” spiega.

“Ho dovuto quindi fare un richiamo forte. Nel caso si ripetesse dovrò prendere provvedimenti seri, dal Daspo urbano per gli avventori alla chiusura dell’attività take away dei locali interessati qualora venissero sfruttati i dehor per comportamenti scorretti,” aggiunge.

Rimane comunque difficile per i proprietari dei locali controllare il rispetto delle regole. “Non è semplice lo so. Capisco anche la frustrazione dei commercianti: penso in particolare a bar, ristoranti, stabilimenti balneari, estetisti, parrucchieri. Tutte quelle categorie che non hanno ancora ricevuto risposte chiare dal governo. Capisco anche chi sta facendo del proprio meglio con questi nuovi sistemi dell’asporto e del domicilio. Nessun accanimento nei confronti di chi sta lavorando, ma ci vuole il rispetto delle regole da parte di tutti. Dobbiamo remare nella stessa direzione.”

Un appello anche ai cittadini e ai clienti: “Oggi posso confermare che Riva Ligure ha un contagiato ogni 574 abitanti. Significa che abbiamo avuto un grande senso civico che deve continuare. Un drink consumato oggi su un muretto di nascosto non ci ricompenserà mai abbastanza rispetto a poterlo fare a breve con i nostri amici seduti al tavolo di un bar in sicurezza. Teniamo duro ancora un po’. Lo dobbiamo non tanto al sindaco o alle istituzioni, ma a tutti quei commercianti che ancora oggi non hanno potuto tirare su la serranda della propria attività.”

Per ritornare a quella che potremo chiamare ‘normalità’ è infatti necessario una netta diminuzione dei contagi. La situazione a livello sanitario sta migliorando giornalmente: calano i casi positivi sul territorio regionale e i ricoveri. Nel periodo di maggiore crisi si erano superate le 20 terapie intensive in provincia di Imperia, ora sono solo 7.

Tuttavia per poter riaprire molte attività è necessario essere ancora prudenti. Per fare un semplice esempio, l’indice di contagio R0 fissato dagli scienziati per poter permettere nuovamente gli spostamenti tra una regione e l’altra è di 0,2. Attualmente in Liguria è 0,7. Inutile specificare che un’estate senza turisti sarebbe un’eventualità drammatica per tutta l’economia locale già in forte crisi.