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Il 7 gennaio, terminate le vacanze natalizie, le scuole superiori di secondo grado ripartiranno con la didattica in classe al 50%, come indicato da un’ordinanza emanata nei giorni scorsi dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

A ufficializzare la ripartenza è una nota del Viminale che annuncia come le prefetture abbiano adottato i documenti operativi “all’esito dei lavori dei tavoli di coordinamento scuola-trasporti istituiti in tutte le province in vista della ripresa, dal 7 gennaio, dell’attività didattica in presenza”.

La percentuale degli alunni in presenza rimarrà tale almeno fino al 15 gennaio, giorno in cui scade il Dpcm attualmente in vigore. Dopo il 15 gennaio, più probabilmente dal 18, la didattica in presenza potrebbe essere portata al 75%.  Attualmente Regione Liguria avrebbe deciso per un rientro con turni differenziati: lezioni dalle 8 alle 14 o dalle 10 alle 16 con durata di 45′ con lezioni anche il sabato.

Il 7 gennaio (il 6 è l’ultimo giorno regolato dal Decreto Natale) ritornerà inoltre il modello che divide le Regioni per fasce di rischio: gialla, arancione e rossa. Sarà il monitoraggio del 5 gennaio a fornire il quadro aggiornato per stabilire se ci siano aree che devono cambiare fascia.

Per quanto riguarda i trasporti pubblici, la capienza su bus e metropolitane rimane fissata al 50%.

Sull’argomento è intervenuto anche il presidente della Provincia di Imperia, Domenico Abbo, che nel corso della conferenza di fine anno ha dichiarato: “In provincia è soprattutto un problema di trasporti, perché se andiamo a fare interventi scaglionati per le entrate, questi vanno a cozzare con gli orari dei mezzi pubblici. Si è studiato uno schema per poter tenere in piedi tutti questi fattori, e mi pare che dovrebbe funzionare. Vediamo il 7 di gennaio cosa succede”.