L’ospite di oggi dell’Intervista di Riviera Time è Claudio Scajola, candidato sindaco a Imperia, che commenta i risultati delle elezioni di domenica che lo hanno visto raccogliere oltre il 35% dei consensi e andare al ballottaggio con Luca Lanteri. “Sono stato molto tra la gente e sentivo calore nei miei confronti. Quindi in parte mi aspettavo questo risultato. Poi è chiaro che prima dello spoglio l’ansia c’è sempre”, ha dichiarato.

    Scajola ha commentato le parole del governatore Giovanni Toti che aveva parlato di centrodestra in buona salute, dato che la somma dei voti raccolti dall’ex ministro e da Lanteri sfiora il 65%. “È un discorso che non condivido, perché è sempre la stessa logica di sommare delle sigle”, ha sottolineato. “I partiti sono in crisi ovunque. La mia è una proposta civica, che parla agli imperiesi dei problemi della città. Ho raccolto molto consenso al di là degli ideologismi”.

    Lega e MoVimento 5 Stelle hanno riscosso a Imperia un consenso più limitato rispetto alle Politiche del 4 marzo. Come se lo spiega? “Io sono fuori dalla politica da anni. Tutti i miei candidati non avevano incarichi e dunque non avevano nulla da promettere o da minacciare”, ha affermato Scajola. “Io non avevo nulla da perdere e nulla da guadagnare. Credo che in questo contesto ho impersonato l’anti-sistema meglio di altri”.

    Occhi poi al ballottaggio del 24 giugno. “Non farò apparentamenti perché tradirei lo spirito della mia campagna elettorale”, ha dichiarato. “Continuerò a rivolgermi a tutti i cittadini imperiesi, aperto a tutti e contro nessuno. Rifiuto le polemiche, a me piace parlare dei problemi dei cittadini”.

    Ma Imperia può diventare un laboratorio nazionale? “Credo che, pur essendo piccola, Imperia possa dimostrare al resto d’Italia che se si torna alla valutazione sulle persone può migliorare il rapporto tra istituzioni e cittadini”, ha concluso Scajola.