L’ospite di oggi dell’intervista di Riviera Time è Claudio Scajola, onorevole e candidato sindaco a Imperia, che racconta le sensazioni di questo inizio di campagna elettorale, circa dieci giorno dopo il grande successo della convention nell’Auditorium della Camera di Commercio. “Si vota per il Comune. La città si trova in una situazione molto grave, con problemi irrisolti che sono sotto gli occhi di tutti. La mia candidatura è stata posta dopo tante richieste”, afferma. “L’impressione è di trovare tanti sorrisi che mi danno la carica in questa campagna elettorale”.

Scajola torna sulle parole pronunciate lo scorso 17 febbraio sul nipote Marco (“se decidesse di fare lui il candidato sindaco, farei un passo indietro”). Oggi sono ancora valide? “Dissi così perché avevo letto che anche Marco ci stesse pensando. Non volendo fare guerra a nessuno, avevo detto che avrei lasciato la competizione se avesse manifestato la reale intenzione di candidarsi”, ricorda l’onorevole. “Invece è passato più di un mese e non è uscita questa disponibilità, né sono usciti altri candidati di quell’area. Ho aspettato quaranta giorni e poi ho ufficializzato la mia candidatura. Chi mi vorrà mi voterà, chi no voterà qualcun altro”.

L’ex ministro si sofferma poi sulla descrizione che viene fatta da più parti di una città di Imperia in cerca di identità. “È un luogo comune di chi parla senza conoscere. Io appartengo a quella categoria complicata che prima di parlare bisogna capire”, dichiara Scajola. “A Imperia, e di questo ne sono orgoglioso, è stata una scelta chiara con me sindaco e poi con Sappa. La scelta definitiva è stata quella del turismo di qualità. Fu una scelta contestata dalla sinistra, che voleva un porto commerciale nel pieno centro cittadino. La scelta c’è, ora il problema è andare avanti, cioè fare invece che chiacchierare”.

Il candidato sindaco commenta poi le parole del primo cittadino di Diano Marina, Giacomo Chiappori, che a Riviera Time aveva dichiarato: “Oggi l’unica distinzione in politica è tra persone capaci e incapaci, Claudio Scajola è uno capace”. “Penso di essere una persona abbastanza capace, ma soprattutto penso di essere una persona concreta”, sottolinea Scajola. “Mi piace fare e mi piace anche sognare. Credo che, se non hai come tuo obiettivo di raggiungere l’Everest, non arrivi neanche ai Bardellini. Bisogna guardare in alto, lontano. Tuttavia, non basta essere capaci. Bisogna avere le attitudini per svolgere il ruolo di sindaco, che significa in sostanza avere cuore e cervello”.

Ma oggi ci sono più persone capaci o incapaci? “Vedo con tristezza tante persone valide che però non si vogliono occupare dell’amministrazione pubblica”, risponde. “Penso invece che si debba ripartire dalla comunità. Bisogna trovare persone che si rimbocchino le maniche. Non è questione di schemi o di modelli. Il Comune è il primo nucleo di una comunità che deve cercare di crescere insieme. Sento il dovere di dare il mio contributo per portare serenità agli anziani e futuro ai giovani”.

Spazio anche alla politica nazionale, con lo storico sorpasso della Lega ai danni di Forza Italia alle ultime Politiche. “Ribadisco che vorrei tenere queste elezioni lontane dalle vicende politiche. Il Comune serve a far star meglio i cittadini”, afferma l’ex ministro. “La Lega è stata più brava. Ha avuto più consenso perché ha avuto più squadra e più presenza. Ma è una fase storica. A me piace ragionare sui tempi medio-lunghi. Non ho mai ragionato pensando al giorno dopo ma sempre agli anni futuri”.

Chiusura dedicata all’immagine pubblica di Claudio Scajola, apparsa più emotiva rispetto al passato. Strategia di comunicazione o evoluzione personale? “Il mio pregio-difetto è che sono schietto. Sarei un pessimo attore. Non riesco a fare parti, se non quelle che sento dentro”, dichiara. “Mi è capitato più volte di commuovermi. Penso sia dovuto alle esperienze di vita e anche alle mie sofferenze, che mi portano a essere più turbato di prima quando sento maldicenze. Il sorriso è dovuto al fatto che mi sento più distaccato. Nella vita ho fatto tutto e oggi posso dire che mi offro. Chi mi vuole mi prende. Io – conclude – offro me stesso, la mia passione, la mia voglia di far crescere Imperia, che io amo”.