Nel 1854 la Liguria Occidentale, e in modo particolare Oneglia, fu colpita dalla peste. La tradizione dice che in quell’anno la città di Oneglia fu colpita in modo così violento che, dappertutto, si riscontravano tracce del tremendo contagio.

Cominciò così l’esodo della popolazione e le campagne che circondavano Oneglia furono le prime ad essere invase da molta gente in cerca di scampo. Costa d’Oneglia, sia per la sua posizione soleggata, sia per la sua vecchia cappella della Madonna del Carmine (che sorgeva dove oggi sorge il santuario omonimo), fu un luogo molto ricercato.

Tutti invocarono la Madonna del Carmelo, affinché li tenesse lontani dal morbo, e le preghiere furono esaudite: mentre in città e dintorni le vittime della peste cadevano numerose, a Costa d’Oneglia non si ebbe nessun decesso.

Da quell’epoca la Madonna del Carmelo è oggetto di profonda devozione e pellegrinaggi.

Nel 1879, in segno di gratitudine per gli scampati pericoli, la popolazione locale sentì la necessità di ingrandire la primitiva cappella e di erigere al suo posto un bel santuario, il Santuario di Nostra Signora del Carmine.