morena fellegara

Un pastis al Bar Marco“, romanzo d’esordio di Morena Fellegara, è da oggi disponibile in tutte le edicole d’Italia come inserto a “La Gazzetta dello Sport”, all’interno della collana “Giallo Italia”.

Un grande traguardo per l’autrice sanremese nota per la serie di romanzi noir ambientati a Sanremo negli anni ’80, con protagonista Mario, il “barista-investigatore”.

“Avere il mio romanzo vicino al mitico quotidiano rosa, sempre presente nei miei ricordi di ragazza, sovente letto al tavolino del bar assaporando un cappuccino e una brioche, è una soddisfazione enorme per me”, racconta l’autrice, e continua, “soprattutto questo giallo, che racconta di un tredici milionario al totocalcio e della misteriosa scomparsa della schedina vincente, ricordando aneddoti e partite di calcio del 1981. Infatti si apre proprio con la mitica frase ‘Attenzione Ameri sono Ciotti!’, sentita tante volte alla radio del Bar, prosegue poi con le telecronache e l’annuncio di un goal che cambia il risultato sulla schedina e il destino di uno dei protagonisti, Zumbo accanito cliente del Bar Marco”.

“Un pastis al Bar Marco” è il primo di una serie di cinque romanzi, che hanno come protagonista il barista Mario e sono tutti ambientati al Bar Marco, locale realmente esistito in Via Martiri della Libertà a Sanremo.

Lo stile di Morena Fellegara è spesso descritto come un “noir mediterraneo nostalgico”. Nonostante i delitti, la narrazione non è mai eccessivamente cupa o violenta, ma punta molto sull’atmosfera e sull’aspetto psicologico. I tratti distintivi della sua scrittura sono il realismo storico (Anni ’80), che è una delle sue caratteristiche principali, l’autrice ricostruisce infatti minuziosamente la Sanremo del passato con riferimenti a cabine telefoniche, gettoni, auto d’epoca e brani musicali del periodo. È un’operazione memoria molto forte che coinvolge chi ha vissuto quegli anni. Altra tipicità dei suoi romanzi è l’ambientazione “Corale”: Il Bar Marco non è solo uno sfondo, ma un vero microcosmo. Lo stile si sofferma molto sui dialoghi tra i clienti, sui “tipi umani” che frequentano il bancone e sulla parlata locale, rendendo la lettura molto familiare e autentica. Inoltre una caratteristica è il ritmo disteso: a differenza dei thriller moderni frenetici, i suoi libri hanno il ritmo di una chiacchierata al bar. L’indagine procede attraverso l’osservazione, l’ascolto e l’intuizione del protagonista Mario, riflettendo la vita di provincia. È curioso l’uso del dialetto: Morena inserisce spesso espressioni o termini tipici del dialetto sanremasco, che danno colore e verità ai personaggi senza mai rendere difficile la comprensione del testo. In sintesi, è un tipo di scrittura che unisce il mistero a un forte senso di appartenenza e nostalgia.

Il protagonista di tutta la serie è il barista Mario, il “Confessore” col grembiule. Mario non è un poliziotto, ma un osservatore silenzioso. Il suo “superpotere” è la capacità di ascoltare. Dietro al bancone, vede passare l’intera città: dal professionista che cerca un momento di relax, al disperato che affoga i debiti di gioco nel pastis. Mario risolve i casi non con la tecnologia, ma conoscendo i vizi, le virtù e i segreti di chi frequenta il suo locale. È un uomo d’altri tempi, legato a valori semplici, che agisce spesso per un senso di giustizia verso la sua comunità. Mario, è ispirato inoltre proprio alla figura del padre dell’autrice. Attraverso i romanzi, Morena ha voluto ridare vita non solo a lui, ma a un modo di fare accoglienza e di vivere la socialità che oggi sta scomparendo.

Il Bar Marco è un vero microcosmo, ispirato al vero bar gestito negli anni passati dai genitori dell’autrice a Sanremo. Leggendo i libri, sembra quasi di sentirne l’odore di caffè e fumo. Negli anni ’80, il bar era il social network dell’epoca. Lì si discuteva di tutto: dal Festival di Sanremo ai risultati della schedina, dai pettegolezzi di quartiere ai grandi eventi della cronaca. Il Bar Marco è descritto come un porto sicuro, un luogo dove il tempo sembra fermarsi, un rifugio dove ogni avventore ha il suo posto fisso e il suo “solito” da bere. Viene raccontata inoltre la Sanremo di una volta: attraverso le vetrine del bar, Morena Fellegara ci mostra una città che non c’è più, fatta di ritmi lenti e relazioni umane dirette, prima dell’avvento dei telefoni cellulari.

Il titolo “Un pastis al Bar Marco”, cita il liquore all’anice tipico della zona di confine con la Francia, molto amato a Sanremo. È il simbolo stesso dello stile di Mario: una bevanda che va sorseggiata con calma, proprio come va letta la sua storia. Nella vita “reale”, Morena Fellegara lavora come infermiera presso l’ASL 1 e questa sua professione le ha dato una profonda sensibilità nel trattare l’animo umano e le fragilità delle persone, dote che riversa nella caratterizzazione psicologica dei suoi personaggi. Ha iniziato a pubblicare i suoi gialli con Fratelli Frilli Editori (storica casa editrice genovese specializzata in noir locali) nel 2020, ottenendo un rapido successo grazie al passaparola e alla capacità di far emozionare i lettori liguri e non solo.

Gli altri romanzi della serie “I delitti del Bar Marco”, seguono le indagini di Mario tra i tavoli da gioco e le atmosfere nostalgiche della Riviera ligure:

  • Il gioco degli specchi“: ambientato durante i Mondiali di calcio del 1982, questo volume ha ricevuto una segnalazione della giuria al Premio Casinò di Sanremo Antonio Semeria.
  • Terno secco con morto“: un’indagine che lega il destino dei personaggi al mondo dell’azzardo e ai numeri del lotto.
  • Delitti e tarocchi“: pubblicato all’inizio del 2024, Mario si trova a decifrare messaggi legati al simbolismo delle carte.
  • Misteri al Casinò di Sanremo“: uscito tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, l’indagine si sposta nelle sale della Casa da Gioco durante la notte di Capodanno del 1984, ha ricevuto un Premio Speciale al Concorso Letterario Internazionale Antonio Semeria ed è stato presentato a marzo 2026 ai Martedì Letterari al Casinò di Sanremo.