Oggi Sanremo è celebre nel mondo per le canzoni e per i fiori. Per secoli, tuttavia, a contraddistinguere Sanremo è stato il suo rapporto con il mare e con il suo porto. Dal Medioevo fino a gran parte dell’Ottocento, la città ha infatti vissuto intorno e grazie al porto, dal quale partivano per tutta Europa i pregiati agrumi coltivati nei terreni circostanti.

L’importanza che il porto ha ricoperto per lunghi tratti della storia di Sanremo è testimoniata anche dai ripetuti interventi di rifacimento e ampliamento a cui l’approdo è stato sottoposto. Lavori che permisero al porto, già nella prima metà del Seicento, di ospitare oltre 200 imbarcazioni, tra grandi navi e piccole barche.

Le fortune del porto di Sanremo terminarono, come detto, nell’Ottocento, con l’arrivo sul mercato delle navi a vapore. Oggi il porto vecchio, così chiamato per distinguerlo dal moderno Portosole, possiede oltre 400 posti barca turistici e vede la presenza di alcuni storici pescherecci.

Nella parte inziale del porto, proprio dove i pescatori si ritrovano al mattino per vendere il pesce fresco, si erge il forte di Santa Tecla. Utilizzato fino a pochi anni fa come carcere, è stato oggetto di recente di un sapiente lavoro di riqualificazione, che lo hanno reso oggi uno dei poli culturali della città. Al suo interno, infatti, sono ospitiate mostre e convegni.

Il porto vecchio è adesso atteso da una nuova sfida. Non è più un segreto infatti che alcuni privati abbiano preparato un progetto di riqualificazione per cambiare totalmente il volto dell’approdo. Un passaggio che potrebbe essere epocale per la città di Sanremo, così legata da sempre – nella buona e nella cattiva sorte – ai destini del suo porto.