[beevideoplayersingle videourl=”https://vimeo.com/219675702″]E’ stata inaugurata ieri al Casinò di Sanremo la mostra di Albino Galvano, a cura di Daniela Lauria.

L’attività di Galvano è caratterizzata dalla sperimentazione e dalla ricerca, e si divide tra la professione di artista e quella di critico.

Nella prima fase della sua attività di pittore prevale l’influenza della scuola di Torino, animata da Felice Casorati; negli anni successivi, la sua pittura intraprende una fase espressionista: semplificazione dei contorni lineari e uso di un cromatismo bidimensionale.

Nel secondo dopoguerra, si apre alle istanze dell’arte informale. Galvano sembra quindi aver superato la figurazione per affidarsi a nuove soluzioni espressive in cui prevale l’energia gestuale e dei segni.

Il recupero della figuratività inizia dagli anni Cinquanta, con una serie di dipinti dedicati all’Iris, rivolgendo lo sguardo al barocco e all’art nouveau.

Intorno agli anni Sessanta realizza invece i cicli dei nastri e delle bandiere, approdando a opere in cui la natura diventa soggetto privilegiato di indagine da parte dell’artista.

La curatrice della mostra, Daniela Lauria, e il gallerista Alessandro Capato raccontano ai microfoni di Riviera Time la storia e l’evoluzione artistica di questo artista poliedrico.

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