foto storica galleria capo verde sanremo
Foto: centinatura dello scavo della galleria ferroviaria con legname - Anno 1870 | Tratta da: Storia della ferrovia a Sanremo. Un mondo nuovo arriva a Sanremo: La Strada Ferrata! A cura di Roberto Monfroni

La gestione e il mantenimento della sicurezza della pista ciclopedonale nel tratto Sanremo-San Lorenzo al Mare genera sulla società di gestione Amaie Energia e Servizi un sensibile peso di responsabilità.

“Seppur inaugurato nella tarda primavera del 2009 – commenta la società – il tracciato ciclopedonale ha più di 150 anni, poiché venne sfruttato il sedime dismesso dell’originaria linea ferroviaria, e quindi è necessario trattare l’opera con la delicatezza e il rispetto dovuto agli “anziani”, in particolare quelli che continuano a svolgere un ruolo attivo nella vita comune. Certo non più con funzioni di via di comunicazione primaria e strategica, ma con un carico umano di fruitori, da tutelarsi, semmai ancora più alto: ecco dunque il tema centrale di attualità, costituito dalla garanzia della sicurezza di un’opera così vetusta.

Nel caso specifico della galleria di Capo Verde di Sanremo, l’intervento di controllo è stato preceduto da una interruzione del servizio, dolorosa ma necessaria, fino a quando non è stato possibile ottenere un riscontro oggettivo (derivante cioè da dati strumentali precisi) in merito alle adeguate condizioni statiche.

Particolare prudenza – continua – è stata imposta dall’ubicazione della galleria, che giace in prossimità del sedime della grande frana del 1916 (zona della Vesca) e della frana quiescente in corrispondenza del faro di Capo Verde (direttamente insistente sulla galleria stessa): dunque terreni geologicamente e storicamente instabili.

L’età della galleria, le alterazioni indotte dall’aerosol salmastro sui materiali, la storia geologica dei terreni a contorno, hanno imposto una verifica particolarmente prudenziale, ottenuta mediante l’installazione di un sistema di monitoraggio, in grado di verificare eventuali movimenti dei lembi delle lesioni presenti in galleria, nel punto in cui le acque di versante si sono infiltrate nel cavo.

Il sistema di monitoraggio installato permette di misurare ogni ora i dati di deformazione, con invio su sito web dedicato e i dati possono essere controllati in tempo reale da personale qualificato, senza necessità di presidio locale dell’area.

I dati del monitoraggio, sebbene ancora nella fase iniziale, consentono già di escludere pericoli immediati per la tenuta statica della galleria, non manifestandosi al momento alcuna tendenza alla deformazione “rapida”: non sono in atto quindi movimenti di deformazione/convergenza ad elevata velocità.

Gli scostamenti rilevati sono minimi e dell’ordine di grandezza del centesimo di millimetro, più precisamente al massimo pari a 5 centesimi di millimetro per fessurimetro n°1 e di 4 centesimi di millimetro per il fessurimetro n°2, posti a presidio delle lesioni presenti in galleria. È altrettanto evidente come tali piccoli movimenti siano strettamente correlati al naturale ciclo delle temperature notturne/diurne.

La prosecuzione delle letture automatiche – conclude Amaie – consentirà di escludere o rilevare la presenza di eventuali movimenti di natura più lenta o diversa, e permetterà ai tecnici abilitati di intervenire tempestivamente in caso di necessità.

In conclusione, al momento non si riscontrano controindicazioni alla riapertura della galleria per la fruibilità al pubblico, almeno relativamente alla problematica derivante dalle copiose infiltrazioni di acque del 18 giugno, nelle more della prosecuzione del monitoraggio per altri 7-10 giorni, al termine dei quali verrà redatto un nuovo report tecnico, che viene pertanto riaperta alla fruizione pubblica con decorrenza odierna”.

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