Sanremo riapre al commercio ma tanti ristoranti preferiscono aspettare chiarimenti. Bar e negozi al lavoro...

Sembra l’inizio se non di una nuova vita, di certo di una nuova stagione. Dopo un fine settimana caratterizzato dal maltempo e da un clima autunnale e piovoso che non ha aiutato a scrollarsi di dosso ansie e depressioni, anche Sanremo oggi si risveglia con il sole e il caldo ma soprattutto con la riapertura di tante attività, un’immagine alla quale non eravamo quasi più abituati.

Bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, negozi di abbigliamento, parrucchiere, centri estetici, luoghi di culto: per tutti il semaforo verde per l’avvio di una fase che pian piano e con prudenza tende a riportare la normalità nella vita di tutti i giorni dopo la lunga quarantena.

Gente in giro se ne vede ma senza esagerazione, un certo traffico per le strade, qualche cliente è tornato a sedersi ai tavoli dei bar, i ristoranti hanno ancora qualche timore per aprire, coda invece dai parrucchieri nonostante il lunedì, negozi ad ingresso scaglionato.

“Oggi è il giorno della ripartenza – dice Cristina Mellini della Pasticceria San Romolo – non è facile ma ci dobbiamo provare anche se sappiamo che ci vorrà ancora del tempo prima di tornare alla normalità. C’è la voglia di tornare a fare le cose che si facevano abitudinariamente e che ci sono state sottratte”.

“Io sono positivo – dice Fabiano Sorgentone del Bar Astra – e dico che piano piano le cose torneranno ad essere come prima. Stiamo lavorando con la gente del posto ovviamente ma per adesso va bene così. Non ho avuto grossi problemi per mettermi a norma, rispetto del distanziamento dentro e fuori e tanta igiene all’interno, come peraltro già facevamo prima”.

“Oggi avremmo potuto aprire anche noi – dice Angelo Taddio del ristorante Mare Blu – ma preferisco aspettare ancora qualche giorno. Avrei voluto riaprire quando riapriva il transito interregionale e anche quello di frontiera, però ho deciso che riapriremo venerdì con la speranza che la gente abbia di nuovo voglia di tornare a mangiare al ristorante e non si sia troppo abituata a casa. Ci sono state anche tante privazioni e sedersi al tavolo di un ristorante sarà un po’ diverso da prima ma speriamo che tutto possa andare bene. Aspettiamo il ritorno dei francesi, per noi rappresentano il 90% dell’incasso, se non ci fossero loro potrei anche chiudere domani”.

“Ce l’abbiamo fatta per fortuna a ripartire oggi – dice Favio Di Martino coiffeur di Flavio Hair Fashion – abbiamo l’agenda pienissima come credo i miei colleghi di Sanremo, per fortuna siamo ripartiti bene. Ci hanno anche dato il permesso di aprire di lunedì che di solito è il giorno fisso di chiusura settimanale e così abbiamo già iniziato a soddisfare le richieste della nostra clientela”.

“Per me è stata una cosa meravigliosa vedere la gente che torna a sedersi ai tavoli – dice Patrizia Domolo del bar Max nella zona portuale – ma il lavoro cui eravamo abituati è un’altra cosa, sembra che la gente abbia ancora paura ma noi siamo qui perchè amiamo il nostro lavoro. Abbiamo preso tutte le cautele necessarie ma non conosciamo ancora con certezza tutte le norme che ci sono imposte. Non abbiamo paura dei controlli, anzi: se arrivano almeno a loro potremo chiedere informazioni più precise e confidiamo nella coscienza che dice: io prima ti spiego e poi ti sanziono se non segui quello che ti dico di fare. Dipendenti? Questo era di solito il momento in cui iniziavamo ad assumere gli stagionali ma non so se quest’anno riusciremo a dare lavoro, aspettiamo con fiducia l’inizio di giugno e l’apertura delle frontiere e poi vedremo”.

“Da oggi saremmo autorizzati a tornare a servire clienti al tavolo – dice Raffaele Martino del ristorante Da Nicò – ma non avendo regole precise non ce la sentiamo per il momento di riaprire. Sanremo è una città turistica internazionale, forse è meglio aspettare che riaprano le frontiere e nel frattempo avere norme più certe sulla sicurezza da applicare e da far rispettare. I francesi quasi non li consideriamo nemmeno più dei turisti, sono come dei clienti locali. Dai primi di giugno pensiamo di riaprire con loro e con tutti gli altri”.

“È bellissimo riaprire il negozio, accogliere i clienti e tornare a vedere gente per strada – dice Antonella Bernocco di Stock’n Shock negozio di abbigliamento – riceviamo clienti su appuntamento nel limite del possibile, ci siamo attrezzati con guanti, gel, mascherine, ferro da stiro verticale, laviamo e igienizziamo i pavimenti e tutti i ripiani e uno speciale igienizzatore per gli abiti che vengono provati. L’attesa è stata lunga ma ne abbiamo approfittato per fare lavori di miglioria all’interno anche per sentirci sempre attivi, adesso siamo pieni di merce e prontissimi per ricominciare. Non sono d’accordo per far partire i saldi troppo presto, a prescindere dalla situazione di emergenza. Ai primi di luglio è ancora l’inizio dell’estate, le stagioni si sono anche spostate in avanti. È ovvio che tutti noi abbiamo bisogno di lavorare ma iniziando subito con saldi ‘pesanti’ non ce la possiamo fare a sostenere tutte le spese. Noi abbiamo pensato adesso di fare una promozione sull’abbigliamento primaverile ma far partire i saldi tra un mese dico di no, sennò non ne usciamo vivi”.