Lo sfrigolio dell’olio extravergine d’oliva che si scalda in padella, lo scrosciare del Rossese versato in un calice.

Le porte dei ristoranti che si aprono sulle vie centrali di Sanremo, l’avvicendarsi dei clienti che si apprestano a pranzare. Lo scoppiettio che proviene dagli antichi forni dove si cuoce la sardenaira, il vociare dei turisti che consultano i menù.

Sul mare, il verso del gabbiano che accoglie i pescatori, di rientro da una nottata di lavoro.

Ognuno di questi suoni è il suono di Sanremo. La sua musica unica che scandisce il buon cibo.

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