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“Il tatuaggio per me è stata una sorta di vocazione”. Con queste parole il tatuatore sanremese Mirko Di Pompeo racconta ai nostri microfoni la sua passione per il mondo dei tatuaggi, che lo ha portato ad aprire il suo negozio ‘OldTimes tatoo’.

“Fin da piccolo ho avuto il desiderio di avere dei disegni che potevano rimanere impressi nella mia pelle per sempre – spiega. – È stato un po’ difficile capire come trasformare questa passione in lavoro”.

Fondamentale lo studio sul campo: “Ho fatto un periodo di apprendistato in un negozio di Sanremo, quello è stato importante perché ho potuto veramente capire come funzionava questo lavoro. Per essere dei veri professionisti non bisogna essere solo dei bravi esecutori, ma c’è tutto un mondo dietro legato alla parte igienica, la comunicazione con il cliente, la vendita”.

Sul rapporto con il cliente aggiunge: “Si crea un bellissimo legame. Per la scelta del tatuaggio secondo me ci vuole tanta empatia e sensibilità artistica, le persone entrano con un’idea che spesso è molto vaga. Non c’è niente di più importante di un buon colloquio tra il tatuatore e il cliente: la preparazione è fondamentale.

Più la qualità cresce più il tatuaggio diventa lungo, sia nella preparazione che nell’esecuzione – spiega Mirko. – Per tatuare un braccio si può impiegare anche un anno, dipende sempre dalla complessità del lavoro. Ci chiedono progetti sempre più grandi”.

Il sogno più grande? “Mi piacerebbe creare uno staff, una famiglia, che possa proseguire questa ideologia. Vorrei che le nuove generazioni che sono appassionate al tatuaggio capiscano cos’è realmente questa cultura. Il mio sogno più grande è trasmettere quello che è stato per me nel passato: un mondo di regole di vecchia bottega dove si lavora duro e dove c’è passione, cosa che oggi si sta un po’ perdendo”.