Sanremo, consegnato il Premio Letterario Antonio Semeria 2020: i vincitori

Sono Gennaro Sangiuliano, direttore del TG2, e Bruno Morchio, giornalista e scrittore, i vincitori che hanno ricevuto dalle mani del sindaco Biancheri e dell’amministratore delegato del Casinò Ghinamo il Premio Letterario Antonio Semeria 2020.

Presidenti della Giuria Tecnica l’immancabile Marzia Taruffi, affiancata dall’editore di Leucotea Matteo Moraglia e dallo scrittore Carlo Sburlati.

L’opera di Sangiuliano, intitolata “Il nuovo Mao” è, sulla falsariga delle precedenti, una biografia; dopo Hilary Clinton, Putin, Merkel e Trump, il giornalista si è concentrato sugli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita di Xi Jinping:

Sicuramente è l’uomo più potente del mondo“, racconta, “ricopre praticamente tutte le cariche del Paese più popoloso e ricco del mondo, che prossimamente sarà una potenza tecnologica una spanna sopra il resto del mondo. Attualmente si sta concentrando su valori del Confucianesimo come l’armonia, la non democrazia e soprattutto il nazionalismo: è un pericolo.”

Poi prosegue: “Il giornalismo oggi è frenetico e di parte. Auspico un giornalismo più ragionato, una introspezione delle questioni, che vada oltre il conformismo e il mainstream, oltre l’ipocrisia dei fatti raccontati in modo uniforme.”

E ancora: “Chi vincerà le politiche in America? Non sono solito fare pronostici. Sicuramente la lotta è molto serrata. Prossime uscite? A breve l’aggiornamento della biografia di Trump e poi quella di Reagan, presidente amato in America e di cui si parlò malissimo in Italia.”

Morchio, invece, propone un noir ambientato nei bassifondi di Genova, in cui lo sventurato quartiere di Certosa fa da protagonista:

Avevo bisogno di scaricare qualcosa che che mi era rimasto compresso dopo il crollo del ponte. Dopo lo sfortunato evento, si è rivalutato l’impatto storico della Val Polcevera, dove nacque l’industria genovese, uno dei due scheletri identitari della città. La deindustrializzazione ha lasciato dei buchi vuoti che parlano di passato. Si parla di una nuova generazione che non lavora, non studia e non si forma, quindi un sacco di intelligenza sprecata, incarnato in una ragazzina diciassettenne, protagonista del mio libro. Per crearla ho tratto ispirazione dalla mia esperienza trentennale come psicologo in consultorio; la parte più difficile è stata riprodurre la parlata e il ragionamento dei giovani.”

Molto apprezzato il discorso di apertura tenuto dal presidente della Giuria Popolare, Francesco De Nicola, che ricorda come il Casinò stesso sia stato fondato nel 1905 da uno scrittore: Augusto Mombello.

“La quarantena ha spinto alla lettura”, prosegue poi, “ma anche alla scrittura: la forma più elementare e difficile di arte è ben viva e tanti ancora ci credono.”

Tra le autorità presenti il neo-assessore al turismo Giuseppe Faraldi, il quale auspica che questo premio possa portare avanti a lungo e negli anni l’eccellenza della cultura e della società tipica di Sanremo; e l’assessore regionale Gianni Berrino, che descrive Sanremo come una patria della cultura, grazie anche allo stesso Antonio Semeria.

La votazione atta all’assegnazione del Premio Popolare si è tenuta durante l’evento e ha visto quaranta giurati scegliere “Svelare il Giappone“, ultima opera del giapponista Mario Vattani.

“Una gran bella sfida raccontare il Giappone accompagnando il lettore attraverso il mito”, commenta, “Tutti siamo in contatto con il Giappone: moto, macchine, anime, sushi… Il mio libro introduce a nuove frontiere, come visione della natura e della spiritualità, trattando temi come la vita, la morte, il tempo, la danza… Ciò che importa è svelare la ribellione che cova sotto tutto questo.”

In gara per il Premio Popolare anche il musicologo Paolo Isotta e il giornalista Stenio Solinas, il primo con “Verdi a Parigi“, lunga digressione molto critica sulle nuove percezioni della musica classica, e il secondo con “Atlante ideologico sentimentale“, ispirato alla tradizione italiana dello scrittore viaggiatore degli Anni 20 e 30.

Tra gli altri partecipanti sono stati segnalati: Luisa Bianchi e Andrea Panizzi con “Carlo Dapporto 30 e Lode”, raccolta di scritti dell’attore sanremasco nonché sua prima biografia; Arturo Bacherini, di ben 94 anni, con “Don Lorenzo da Sanremo”; Guido Novaro, parente del fondatore dell’Olio Sasso, con “Liscio come l’olio”; Luciano Mecacci con “Besprizornye”, con le problematiche dei gulag e del Regime Sovietico; e infine Lorenzo Flabbi, per le sue traduzioni dei libri di Annie Ernaux.

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