Grande serata ieri al Circolo Golf degli Ulivi di Sanremo in onore del velista olimpionico e pluricampione del mondo Flavio Grassi.
La serata ha avuto inizio con l’intronizzazione nel club di due nuovi soci: Renata Rivella, direttrice editoriale del magazine internazionale Monte Carlo Times, e Alessandro Masu, presidente della società sportiva Sanremese Calcio.
Hanno presenziato alla serata diverse personalità del mondo sportivo e politico, tra cui l’assessore regionale al Turismo e alle manifestazioni Luca Lombardi, che ha portato i saluti dell’amministrazione regionale.
Il presidente del Panathlon Club Imperia-Sanremo Angelo Masin ha presentato Flavio Grassi, atleta nativo di Sanremo dove ha maturato le sue prime esperienze presso lo Yacht Club di Sanremo. In 40 anni di carriera ha al suo attivo 22 titoli italiani, sette titoli europei e cinque titoli mondiali, e ha partecipato nel 1992 alle Olimpiadi di Barcellona. Nel 2021 è stato insignito del titolo onorifico di “Console del Mare” dal Consolato del Mare e dalla Famiglia Sanremasca. Il CONI gli ha conferito tre medaglie di bronzo, due medaglie d’argento e una medaglia d’oro al valore atletico.
Prende quindi la parola Flavio Grassi che si racconta: “La mia storia con il mare non è iniziata su una barca tecnologica in carbonio, ma sul Flying Junior di mio papà. È lì che ho imparato a sentire il vento per la prima volta. Ma se oggi sono qui, è perché qualcuno ha saputo trasformare quella curiosità in una direzione. Vorrei ringraziare Milli Gaggero, che è qui presente: è stata lei ad avvicinarmi alle regate e a farmi capire che il mare sarebbe stato il mio ufficio, la mia sfida e la mia vita”.
“Quel percorso, iniziato qui a Sanremo, mi ha portato lontano: dalle Olimpiadi di Barcellona ’92 a due sfide di America’s Cup. Ho vissuto la Coppa delle ‘barche a chiglia’: una vela di potenza e resistenza, dove ogni centimetro guadagnato era il frutto di una guerra psicologica e tattica logorante. Poi il mondo è cambiato. Oggi la vela è ‘volo’: siamo passati dal dislocamento ai foil, dalle decisioni ponderate alla velocità pura. Oggi si naviga a 40-50 nodi e la sfida è diventata aerodinamica, elettronica, estrema. È un altro sport, affascinante e spietato, ma il cuore della sfida resta lo stesso: capire il vento prima degli altri”.
“Poi c’è il mare aperto: le lunghe distanze come la Giraglia, la Middle Sea Race o la traversata atlantica ti insegnano la gestione del limite. Qui, come navigatore, il mio compito è trasformare il meteo e le correnti in una rotta vincente, anche quando la stanchezza inizia a farsi sentire dopo giorni di navigazione”.
“Osservando queste barche che volano e i record che cadono, si potrebbe pensare che sia solo una questione di tecnologia. Ma la verità è che la vela ti insegna una lezione che vale in ogni ambito della vita: la capacità di adattarsi. In mare non esistono due giornate uguali. Il vento cambia, l’onda aumenta, un avversario fa una mossa imprevista. Essere un velista mi ha insegnato un metodo rigoroso che applico sempre: osservare, analizzare, decidere. Perché in regata, come nella vita, non decidere significa aver già deciso di perdere”.
“La vela ti modella così: ti costringe a essere flessibile nella strategia, ma fermo nell’obiettivo. Ti insegna che non puoi cambiare la direzione del vento, ma puoi e devi regolare le tue vele per arrivare dove vuoi. Tutto questo lo riassume Mauro Pellaschier con una frase: ‘La vela è un gioco per svegli’”.
“Questo metodo mi ha permesso di restare competitivo per oltre tre decenni. Spesso mi chiedono cosa mi spinga a cercare ancora la linea di partenza. La risposta è semplice: è l’amore incondizionato per il mare. Il mare è stato il mio maestro più severo e il mio amico più leale. Mi ha insegnato l’umiltà, il rispetto, e soprattutto che la vera vittoria è sentire ancora il brivido quando il vento gonfia le vele”.
“Questo è il messaggio che vorrei lasciarvi: la vela mi ha dato una carriera incredibile, ma il mare mi ha dato un’anima. Ed è qui, nella mia città, nel mio circolo, con le persone che hanno condiviso con me il primo bordo, che questo amore trova il suo porto più sicuro. Grazie a tutti e, come sempre, buon vento”.
“Un grande atleta”, dice il presidente Angelo Masin, “perché se non si fosse distinto nella vela si sarebbe senz’altro affermato in qualsiasi altra disciplina sportiva, perché Flavio Grassi è un vincente”. Masin si complimenta per la brillante ed esaustiva relazione, ringraziandolo per continuare a condividere, anche dopo molti anni di professionismo, i principi di etica sportiva, solidarietà e i valori educativi dello sport, alla base del Panathlon International.
In ricordo della serata, il presidente gli omaggia una targa intestata a Flavio Grassi con la scritta “Il favoloso e affascinante mondo della vela”, tema della serata e titolo del libro del 60° anniversario del Panathlon Club Imperia-Sanremo, concludendo con i ringraziamenti per il contributo dato e che continuerà a dare allo sport e in particolare alla vela.





