Notte difficile quella trascorsa all’interno del carcere di Sanremo. Più di 40 detenuti hanno scatenato il caos, lanciando televisori, mobili e lenzuola in fiamme all’interno del cortile interno.

La polizia penitenziaria ha provveduto a spegnere il fuoco grazie all’utilizzo dell’idrante e due agenti sono rimasti intossicati. La rivolta è iniziata intorno alle 21 in modo pacifico, per poi degenerare nel corso della notte, durando circa 4 ore. 

Ci sono volute ore di trattative e impegno da parte degli agenti prima di calmare la situazione.

L’episodio è uno dei tanti segnali che testimoniano la criticità del carcere di Sanremo. Una struttura che, come tante altre in Italia, è in una condizione di sovraffollamento. La Casa Circondariale di Valle Armea è infatti pensata per ospitare 190 persone ma ad oggi se ne contano 270.

Episodio che il segretario regionale del Sindacato della Polizia Penitenziaria Fabio Pagani definisce come “ore di violenza e devastazione. Questo ennesimo evento critico – continua –  è uno dei tanti segnali che rilevano la prossima implosione del sistema penitenziario e soprattutto della carcere di Sanremo, e lo avevamo annunciato”.

Già il mese scorso Michele Lorenzo, Segretario Nazionale per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, aveva lamentato lo stato di “invivibilità operativa del personale di Polizia Penitenziaria che lavora nel carcere di Valle Armea”, chiedendo “un’inversione di tendenza sulla gestione dell’istituto di Sanremo perché troppo distante dal concetto sicurezza ed incolumità del personale”.

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