video
02:34

Mancano poche ore alla giornata di domani che prevede il disinnesco dell’ordigno americano della Seconda Guerra Mondiale ritrovato nel greto del torrente Argentina.

E mentre si contano gli attimi che ci dividono dall’evacuazione dell’intera Arma di Taggia e di buona parte del territorio di Riva Ligure, il genio militare schiera i mezzi a disposizione per il difficile intervento che renderà la bomba inoffensiva.

Gli uomini e le donne del 32° Reggimento Genio Guastatori, unità specialistica della Brigata Alpina Taurinense, hanno preventivato due piani di intervento che verranno condotti da remoto con l’ausilio di robot dotati di telecamere per condurre l’operazione: il “piano A” prevede l’utilizzo di una chiave a razzo, una morsa che verrà serrata sulle spolette e che le torcerà separandole dal corpo principale della bomba.

Nel caso le spolette fossero danneggiate il “piano B” prevede l’utilizzo di una “swordfish”, una potente fresa ad acqua e sabbia granitica che con un getto ad altissima pressione separerà l’ordigno dalla parte innescabile rendendolo innocuo. Un’operazione che potrebbe richiedere circa tre ore.

Dopo il disinnesco la bomba verrà trasportata via e si potrà ricominciare ad accedere alla zona rossa. Tutto è pronto, resta solo ai civili offrire tutto il supporto possibile rendendo agevole l’evacuazione così da permettere lo svolgimento dell’operazione in totale sicurezza.

Nel video servizio a inizio articolo l’intervista al capitano Marco Pini del 32° Reggimento Genio Guastatori Unità Specialistica Brigata Alpina Taurinese.