Rivieracqua, presentato il piano concordatario. Mangiante: "Necessario parere favorevole dei creditori"

Si è svolta questa mattina in comune a Sanremo l’ultima assemblea dei sindaci del 2018. Al centro del tavolo nuovamente il futuro della società consortile Rivieracqua, nata per gestire il servizio idrico integrato nel Ponente ligure.

Come noto la società ha accumulato 6 milioni di debiti e si trova ora a rischio fallimento.

Questa mattina il Cda ha presentato una prima bozza di piano industriale, studiato dai tecnici della KPMG, che dovrà essere presentato al tribunale entro il 5 febbraio per il concordato preventivo.

“Abbiamo dimostrato quali potrebbero essere i flussi di cassa aggregando Amaie e Secom. Flussi positivi che potrebbero portare a sostenere il peso finanziario, molto importante, necessario per il concordato. Quello delineato è un percorso che porterà alla tariffa unica aggregando anche tutti i gestori cessati quali Amat, Aiga e 2i Rete e Gas,” spiega Gian Alberto Mangiante, presidente di Rivieracqua.

Il 2019 sarà quindi un anno fondamentale per la società. Il piano concordatario sarà sottoposto all’attenzione e alla votazione delle aziende creditrici per giungere al giudizio finale di omologa del giudice.

“C’è purtroppo il rischio, per i creditori, che vedano decurtati i propri crediti in considerazione del fatto che prevediamo di pagare degli indennizzi, previsti dall’ATO di riferimento, per quanto riguarda l’aggregazione dei gestori cessati. Una cifra che supera i 20 milioni,” spiega Mangiante.

Durante la riunione si è anche parlato di trasformare la società consortile in una società per azioni ma la questione è stata fatta slittare a gennaio per effettuare alcune verifiche.